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Imane Fadil avvelenata da cobalto: direttore Humanitas in procura

È giallo sulla morte della supertestimone del processo Ruby

Il direttore sanitario dell’Humanitas è stato convocato oggi in procura in seguito alla morte di Imane Fadil, avvenuta lo scorso 1 marzo per avvelenamento da cobalto. La modella, che aveva testimoniato contro Silvio Berlusconi nel processo Ruby, potrebbe dunque essere stata assassinata. Secondo quanto riportato dal Messaggero, gli investigatori stanno seguendo la pista dell’omicidio volontario.

Il cobalto è una sostanza altamente radioattiva, che col tempo decade. Questo spiegherebbe perché nel corpo di Imane Fadil i livelli di cobalto fossero di 0,7 microgrammi per litro, quando il suo livello di tossicità è 40. Per gli investigatori che stanno seguendo la pista dell’omicidio, il veleno avrebbe compromesso la salute della modella fino a far collassare i suoi organi interni. A far luce su questo giallo sarà l’autopsia disposta in settimana ad opera di un’equipe di esperti. Nel frattempo, il corpo è conservato all’obitorio con il divieto assoluto di essere avvicinato da chiunque, persino da amici e parenti.

Secondo quanto riporta Il Messaggero, Imane Fadil, nell’ultima fase della sua vita, aveva paventato l’ipotesi di essere stata avvelenata, ma era risultata negativa ai test sui veleni più comuni come l’arsenico. Tuttavia il progressivo peggioramento della sua salute e le difficoltà di individuarne la causa non hanno messo a tacere in lei i sospetti di essere vittima di un sicario. Si era trasferita in campagna per vivere una vita tranquilla, a due passi dal santuario di Chiaravalle.

VirgilioNotizie | 18-03-2019 10:34

imane fadil Fonte foto: Ansa
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