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Il gommista spara e uccide il ladro: la gente sul web sta con lui

Applausi, striscioni, una fiaccolata in programma venerdì 30 e un gruppo Facebook nato per la raccolta di fondi in previsione delle spese legali

A Fredy Pacini, il gommista di Monte San Savino, in provincia di Arezzo, che mercoledì ha ucciso il 29enne moldavo Vitalie Tonjoc, nell’ennesimo tentativo di furto nel suo capannnone e che adesso è indagato per eccesso di legittima difesa, continuano ad arrivare numerosi i messaggi di solidarietà. Per lui applausi, striscioni una fiaccolata in programma venerdì 30 e un gruppo Facebook nato spontaneamente per la raccolta di fondi in previsione delle spese legali che dovrà sostentere.

Il web (quasi tutto)  sta con il gommista

La pagina “IostoconFredy” in brevissimo tempo ha raggiunto oltre 18.000 iscritti. Il web sta con lui, stanno con lui i compaesani che lo hanno applaudito quando è tornato dalla caserma in azienda e sta con lui anche il ministro dell’interno Matteo Salvini: “Dopo il Decreto Sicurezza, arriverà in Parlamento la nuova legge sulla Legittima Difesa. Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l’aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano, derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi!”.

#IostoconFredy

“Questo gruppo è nato allo scopo di mettere in comunicazione più gente possibile nel minor tempo possibile e cercare di raccogliere idee e proporre iniziative a scopo di SOLIDARIETÀ nei confronti di Fredy” scrive un membro del gruppo nato poche ore dopo il fatto. “Abbiamo lanciato una petizione per esprimere solidarietà a Fredy Pacini e per chiedere che sia lo Stato a sostenere le spese per la sua difesa. Dopo 38 furti subiti lo Stato deve schierarsi dalla parte dell’Italia onesta, quotidianamente aggredita dai balordi. FIRMATE E DIFFONDETE!” si legge in un altro post.

Ma c’è chi dissente: “Mi dispiace tanto per Fredy… tantissimo, per come si sentirà in questo momento, per la sua famiglia e per tutto quello che ha sopportato in questi anni, l’assenza delle forze dell’ordine…che ora guarda caso sono in tutti i servizi televisivi, l’assenza di chi doveva proteggerlo, ed è certo che #iostoconFredy! Però ma non starò mai con chi istiga all’odio e alla violenza! Non starò mai con chi vuole combattere la violenza con la violenza…mai!!!!”. “Piena solidarietà a Fredy…ma perdonatemi non ammetto che le istituzioni pensino di risolvere il problema armando i cittadini. Le cose da fare sono altre….più soldi e personale alle forze dell’ordine, leggi più severe per chi delinque e soprattutto certezza della pena, questa è la strada nessun’altra. Altrimenti il far west è dietro l’angolo”.

Il gommista è indagato per eccesso di legittima difesa.

Pacini è indagato per eccesso di legittima difesa, dopo l’apertura del fascicolo da parte della Procura di Arezzo. Dopo il primo colpo di pistola, secondo quanto finora ricostruito dai carabinieri, il moldavo ferito si è trascinato fuori dal capannone, dove era entrato per rubare, ed è stato colpito da Pacini col secondo colpo che gli è stato mortale. Nel frattempo, un complice è riuscito a fuggire.

La storia dell’azienda e i 38 furti degli ultimi anni

L’azienda condotta da Fredy Pacini è stata fondata dal padre Giovannino nel 1963. Era un emigrante dal 1948, aveva vissuto in Venezuela: tornò in Italia da Puerto Cabello dove aveva lavorato come camionista. Imparò numerosi mestieri tra i quali quello di gommista, che replicò a Monte san Savino. Aprì un piccolo negozio, che poi nel tempo allargò. Nel 1971 iniziò a lavorare anche il figlio Fredy, mentre andava a scuola. Nel 1989 l’impresa passò a Fredy che l’ampliò ulteriormente. Nel 1997 venne inaugurata l’attuale sede. L’impresa è cresciuta fino ad oggi, con grandi sacrifici, dando lavoro a 5 persone. Negli ultimi tempi – soprattutto per via delle preziose bici da corsa – i ladri hanno più volte fatto visita al capannone di via della Costituzione“.

ASKANEWS | 29-11-2018 11:35

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