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Identikit dei gilet gialli, chi sono e cosa vogliono

Chi sono i gilet gialli che contestano il governo Macron e che hanno portato la loro collera nel cuore di Parigi

Sempre più francesi li sostengono, ma chi sono e cosa vogliono questi “gilet gialli” che hanno portato oggi la loro rabbia nel cuore di Parigi? Impossibile al momento dare una risposta precisa, considerata la natura estremamente fluida dell`iniziativa. Partita come protesta contro l`aumento dei prezzi del carburante (il nome indica i giubbini fluorescenti gialli per la sicurezza stradale), ma che flirta con altri argomenti di contestazione: contro il calo del potere d`acquisto, contro le tasse in generale, anche contro misure per le pensioni, insomma, contro. Il movimento è partito sui social media, con video, messaggi Facebook, tweet che ne hanno chiamati molti altri, per allargarsi a macchia d`olio. Nel giro di un paio di settimane sono emersi portavoce spontanei, o piuttosto dei promotori, e si è arrivati in tempi brevissimi alla mobilitazione sul terreno vista nei giorni scorsi.

La collera dei gilet gialli per il caro benzina

La collera degli automobilisti francesi è alimentata da alcune settimane dall’innalzamento dei prezzi del carburante. Il governo per il 2019 annuncia nuove accise per finanziare la transizione ecologica: saranno aggiunte tasse per 6,5 centesimi per litro di gasolio e 2,9 centesimi per litro di benzina. Il carburante in Francia costa meno che in Italia (in media a fine ottobre un litro di benzina a 95 ottani veniva 1,51 euro alla pompa) ma i prezzi sono aumentati rispettivamente del 14% e del 22% in un anno, dando la stura alle proteste. Il primo invito a manifestare il 17 novembre è arrivato su Facebook, lanciato da due camionisti della regione Seine-et-Marne. L`evento proposto, “Blocco nazionale contro l`aumento del carburante” è rimbalzato sui social e ha presto raccolto 200 mila persone interessate a partecipare. Altre iniziative sono state lanciate parallelamente, gli organizzatori, secondo Liberation, si sono in alcuni casi coordinati ed è stato creato un sito per registrare tutte le azioni messe in campo per oggi, con una mappa interattiva per individuare le proteste più vicine ad ogni utente.

Perché i gilet gialli si radunano sulle rotatorie 

Si tratta tuttavia di un movimento non facile da decifrare, come evidenziano pure gli esperti. I gilet gialli sono espressione di un movimento eterogeneo, composto da persone con profili diversi e motivazioni diverse, che vivono perlopiù nelle periferie delle città. Sul sito Slate.fr il giornalista Jean-Laurent Cassely ha osservato che i luoghi dove si radunano sono le rotatorie, i parcheggi dei supermercati e non i centri urbani. E’ un movimento dunque di abitanti dei territori suburbani, delle piccole città lontane dalle metropoli, i quali non hanno altra scelta se non quella di usare l’auto per spostarsi. Non sono le fasce più povere della popolazione a essersi mobilitate: i gilet gialli spesso possiedono una casa, un automobile. Tra di loro ci sono molti simpatizzanti dell’estrema destra, ma sarebbe comunque un errore assimilarli solo a quell’area politica. I gilet gialli si definiscono “apolitici” e sono animati soprattutto dal senso di ingiustizia e dalla difficoltà di arrivare alla fine del mese.

I gilet gialli e i sovranisti

Sebbene il movimento non abbia colori politici dichiarati, una delle figure più in vista della protesta è Fabien Buhler, esponente del partito Debout la France che fa capo a Nicolas Dupont-Aignan, di tendenza sovranista. Secondo molti analisti, in realtà Buhler è semplicemente salito sul carro della protesta, ma i suoi video hanno fatto da cassa di risonanza per i gilet gialli. Anche la leader dell`estrema destra francese Marine Le Pen ha espresso sostegno per le proteste. Per il presidente Macron si apre così un nuovo fronte caldo, considerato che otto francesi su dieci, secondo un sondaggio pubblicato da Le Figaro, giudicava legittimo l’appello lanciato dai gilet gialli per bloccare Parigi nella giornata di sabato 24 novembre.

I gilet gialli nel cuore di Parigi

Migliaia di manifestanti si sono radunati oggi nel cuore di Parigi, e la polizia francese ha usato gas lacrimogeni e idranti contro i gilet gialli che cercavano di forzare il dispositivo di sicurezza alla rotonda degli Champs-Elysées. Secondo la prefettura, gli incidenti sono scoppiati per la presenza “in testa al corteo di un centinaio di membri dell’estrema destra che infastidiscono la polizia“. “I gilet gialli” sono stati visti prendere pietre da terra o abbattere transenne, ma “nessun manifestante è nella zona proibita“, ha aggiunto la prefettura.

I gilet gialli e Marine Le Pen

Intanto Marine Le Pen ha subito ribattuto al ministro dell’Interno Christophe Castaner che ha accusato l’ultradestra per i disordini di stamani a Parigi. Le Pen ha dichiarato di non aver “mai fatto appelli alla violenza” e ha accusato il governo di aver fatto salire deliberatamente la tensione e di usarla come “capro espiatorio”. “Venerdì ho chiesto al governo il motivo per cui i gilet gialli non avrebbero potuto manifestare sugli Champs-Elysées. Evidentemente non ho mai lanciato nessun appello alla violenza” ha detto la leader del Rassemblement National, ex Front National, alla tv LCI. Su Twitter in precedenza Le Pen aveva accusato Castaner di una manipolazione “squallida e disonesta”.

ASKANEWS | 24-11-2018 14:03

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