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Gli imprenditori sul piede di guerra, cosa chiedono al governo

Gli imprenditori sul piede di guerra. Oggi a Torino si riunisce il "popolo dei produttori" per dire sì alla Tav e lanciare un messaggio al governo

Gli imprenditori del Nord sul piede di guerra contro il governo gialloverde. Matteo Salvini si è rivolto a loro attraverso quattro quotidiani lombardi per rassicurarli circa le misure prese dall’esecutivo guidato da Lega e M5S, ma oggi a Torino va in scena una mobilitazione senza precedenti: dodici associazioni imprenditoriali (dai commercianti agli artigiani fino alle cooperative) riunite insieme per la prima volta nel capoluogo piemontese, per dire sì alla Tav, sì alle infrastrutture, sì alla crescita. Mentre il governo sta intavolando la trattativa con Bruxelles sulla manovra, per scongiurare una procedura d’infrazione per deficit eccessivo, i ceti produttivi chiedono un deciso cambio di passo per rilanciare la crescita. Nell’ultimo trimestre l’economia ha rallentato, come ha certificato l’Istat venerdì (Pil -0,1%), e se la tendenza non sarà invertita l’Italia finirà di fatto in recessione.

Cosa chiedono gli imprenditori

Ciò che gli imprenditori chiedono al governo Lega-M5S lo ha spiegato a “Repubblica” il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: “A noi imprenditori non interessa fare l`opposizione al governo. Non è questo il nostro compito anche se la debolezza dell`opposizione politica è un problema per la nostra democrazia. Il mondo della produzione sa che non può più stare zitto. Lanciamo un allarme: senza crescita rischiamo di finire dentro un`altra recessione”.  Boccia oggi sarà presente al convegno di Torino, “perché è finito il tempo degli alibi, quello del capitalismo di relazione, dei poteri forti. Quel mondo non c`è più e siamo noi industriali i primi a saperlo. Qui sono in campo tutti i protagonisti della produzione, è il popolo dei produttori che manda un segnale. Dodici associazioni imprenditoriali insieme per dire sì alla Tav, alle infrastrutture, alla crescita. Protagonisti dell`industria, del commercio, dell`artigianato, dell`agricoltura, della cooperazione che non si rassegnano all`immobilismo. C`è da riflettere su, non crede? A me pare un bel segnale. Questa è una svolta”.

Il messaggio di Salvini al Nord

Per rassicurare il suo elettorato circa le misure prese dal governo Salvini ha scritto quattro lettere diverse a quattro quotidiani della Lombardia (La Provincia di Como, il Giornale di Brescia, La Provincia di Cremona e L’Eco di Bergamo). Una iniziativa nata anche dal desiderio del leader leghista di “mantenere un contatto costante con il territorio” e spiegare come ha dato “immediata concretezza agli impegni assunti in campagna elettorale”. “La pensiamo diversamente”, si legge nella lettera inviata da Salvini all’Eco di Bergamo e alla Provincia di Como, ma a tutti assicura di “non aver sottovalutato i dibattiti locali degli ultimi mesi” e di aver “preso nota”. Dalle misure sull’immigrazione al potenziamento degli organici delle forze dell’ordine, Salvini ricorda l’impatto che avrà il Dl sicurezza sulle singole comunità e poi segnala le principali novità della manovra e i prossimi obiettivi del governo. “In sintesi – conclude Salvini – vogliamo passare dalle parole ai fatti. Il dialogo col territorio e gli amministratori sarà sempre aperto”.

 

 

ASKANEWS | 03-12-2018 11:01

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