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Parla il padre di Gabriel, il bambino ucciso dalla mamma

Il fatto è avvenuto l'altro ieri a Piedimonte, una frazione di Cassino, nel Frusinate. "Non si può perdonare", dice l'uomo

«La vorrei perdonare ma non ci riesco», «quando sono solo mi dispero, piango, penso al bambino…»: sono alcune delle frasi dell’intervista proposta oggi da Pomeriggio Cinque, dove parla Nicola, il padre del piccolo Gabriel, il bimbo di due anni ucciso dalla madre, Donatella, a Piedimonte San Germano, frazione di Cassino, in provincia di Frosinone.

La donna aveva raccontato agli inquirenti che il piccolo era stato investito da un’auto, per poi confessare, invece, di avergli stretto la gola, perché lui non smetteva di piangere. «Non si è resa conto di quello che stava facendo», commenta Nicola nell’intervista, con un rimpianto: «Se fossi stato lì, l’avrei fermata, l’avrei spinta via». Il papà aveva lasciato mamma e figlio attorno alle 13.30, dopo essere stati insieme il mattino: «Ci siamo salutati con un bacetto. Non c’era niente di strano», nella donna. Perdonarla? «Vorrei ma non si può: mi ha tolto quel bambino così caro». Del quale, l’ultimo ricordo rimane la sua entusiasta richiesta di una bici: «Per lui era come una moto. Ero d’accordo con un signore che me ne avrebbe venduta una usata».

Nel servizio di oggi della trasmissione, si è ricostruita anche la situazione familiare. Nicola era separato dalla prima moglie, dalla quale aveva avuto due figli, e aveva stretto la relazione con Donatella dopo una quindicina di anni con un’altra donna, dalla quale aveva avuto un terzo figlio. Gabriel, dunque era il quarto. Perché non era andato a vivere con la donna che oggi amava? «Ho gli altri figli, non ci si poteva distaccare». Nicola dice di non sentirsi coinvolto nell’omicidio: «Io non c’entro». Il pensiero direttamente rivolto a Donatella è questo: «Perché lo hai fatto? Avevi fatto tanto per questo bambino, per tenerlo…».

VIRGILIO NOTIZIE | 19-04-2019 20:17

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