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Festa della Repubblica: i militari pronti a disertare la parata

Critiche contro il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, criticata per i tagli e la sindacalizzazione dei militari

Domani sfileranno per la parata della Festa della Repubblica in 3.975. Ad aprire il corteo, gli atleti del Gruppo paralimpico della Difesa. Oltre alle varie componenti delle Forze Armate, anche i corpi dello Stato, i veterani e 300 sindaci. Ma i generali hanno iniziato la guerra contro il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

Saranno in tanti a disertare domani la parata del 2 giugno. Si tratta di un gesto forte e inedito, portato avanti da due ex capi di stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini e Mario Arpino, e dall’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica. Che, riporta Il Messaggero, non sopporterebbe l’atteggiamento ostile nei confronti delle Forze Amate.

«Non parteciperò alla parata perché sarebbe ipocrita applaudire i nostri soldati in compagnia di soggetti che stanno contribuendo a un progressivo e, per certi versi, irreversibile indebolimento delle Forze Armate (…). Una componente della maggioranza giallo-verde sta portando avanti un atteggiamento ostile nei confronti di una delle poche istituzioni che funzionano bene in Italia».

Alla ministra della Difesa vengono contestati i tagli per oltre un miliardo di euro per le Forze Amate, l’introduzione della sindacalizzazione, che andrebbe contro il principio stesso di gerarchia, e l’incoraggiamento dei ricongiungimenti familiari. Tra le critiche anche l’idea di 2 giugno come “Festa dell’Inclusione”.

La risposta del ministro della Difesa Elisabetta Trenta

In una lunga intervista pubblicata da Il Messaggero, la ministra ha parlato di un anno molto impegnativo e ricco di risultati per la Difesa. E ha risposto alle critiche.

«Guardo avanti. Sempre. Sarà la festa di tutti gli italiani: una giornata simbolo per ricordarci quanta strada il nostro Paese ha fatto fino a questo momento. Servirà anche a ricordare ad ognuno di noi, dai rappresentanti delle istituzioni ai militari ai cittadini, quanto sia importante svolgere ogni giorno il proprio dovere a tutela della democrazia e delle istituzioni della Repubblica».

Per le continue polemiche con Matteo Salvini, non sarebbe preoccupata per la poltrona, che voci insistenti vorrebbero in bilico. E sul concetto di inclusione, ha spiegato che il 2 giugno sarà, come da Costituzione, la festa di tutti, anche della società civile.

«Il 2 giugno è la festa di tutti e il tema scelto nulla ha a che fare con questioni politiche. È la stessa Costituzione che richiama il concetto di inclusione, per quanto riguarda la parata significa che nessuno nella Difesa resta indietro. La Difesa non dimentica i suoi uomini e le donne, militari e civili».

Giorgia Meloni contro la parata del 2 giugno

Anche Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa diserterà la parata. E tra i grandi assenti emerge il nome di Giorgia Meloni. Il suo partito aveva criticato aspramente la ministra Trenta durante un question time con degli striscioni. Ma la leader di Fratelli d’Italia non sarà presente perché nessun capo partito sarebbe stato invitato ai Fori Imperiali. Nonostante questo Zingaretti ci sarà come Presidente della Regione Lazio, Salvini come Ministro dell’Interno, Di Maio come vicepremier e Tajani come Presidente del Parlamento Europeo. Ma la grande esclusa ha fatto sapere al quotidiano romano che non sarebbe andata comunque.

«Non ci sarei andata lo stesso. Perché non posso accettare che le Forze Armate, orgoglio della nostra nazione, siano derise e sbeffeggiate da un ministro che vorrebbe vedere i nostri soldati fare le torte e non fare i militari. E Conte, lei lo sa che cosa ha detto? Ha affermato che è disposto a rinunciare all’acquisto di cinque fucili per finanziare una borsa di studio per la pace. Questi s’infischiano dell’interesse nazionale e del ruolo dell’Italia nel mondo».

VirgilioNotizie | 01-06-2019 09:31

elisabetta-trenta-ministro-difesa-critiche-parata-2-giugno Fonte foto: ANSA
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