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Di Battista e la sua azienda, Sallusti: "Il bullo ci minaccia"

E' scontro aperto tra Di Battista e Il Giornale di Sallusti dopo l'articolo sulle difficoltà finanziarie dell'azienda di famiglia del grillino

E’ scontro aperto tra Alessandro Di Battista e Il Giornale. Oggi il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti insiste sui guai dell’azienda di famiglia dell’esponente grillino aprendo con il titolo “Di Battista ammette i debiti ma non paga e ci minaccia”. E in un editoriale Sallusti scrive: “Alessandro Di Battista, leader grillino in esilio volontario, conferma le difficoltà – svelate ieri da questo Giornale – in cui si trova l’azienda di famiglia di cui è socio al trenta per cento, un’azienda in forte ritardo con i pagamenti ai dipendenti e piena di debiti con fornitori, banche e agenzie delle entrate. Da bullo qual è, Di Battista però va oltre e invece che scusarsi con i creditori insulta e minaccia noi e – siccome il senso del ridicolo non ha limiti – Silvio Berlusconi, che con questa storia non c’entra assolutamente nulla. ‘Fermatevi o vi faccio un mazzo tanto’, dice in sintesi Di Battista. Il quale, toccato sul vivo, dimentica le sue parole d’ordine sputate in faccia negli ultimi anni a chiunque gli passasse a tiro, politico e no: ‘Trasparenza e onestà, onestà e trasparenza’”.

Lo scoop del Giornale sull’azienda di famiglia di Di Battista

Nell’articolo del Giornale pubblicato ieri si parla di “53.370 euro di debiti verso i dipendenti; 151.578 euro di debiti verso le banche; 135.373 euro di debiti verso i fornitori; 60.177 euro di debiti tributari” secondo “quanto emerge dalla visura camerale della Di.Bi Tec. S.r.l., società della famiglia di Alessandro Di Battista, che è uno dei due soci di maggioranza”. La notizia è stata subito rilanciata dall’ex segretario del Pd Matteo Renzi, il quale non ha perso l’occasione per un commento sferzante: “Ricapitolando. Fico con la colf in nero in casa. Di Maio prestanome di un`azienda che scappa dal fisco. Di Battista che semina debiti come fossero post. Ma con quale faccia questi attaccano noi che su queste cose abbiamo sempre querelato per diffamazione (e spesso vinto)? Ma con quale faccia parlano di onestà? Ma con quale faccia ci fanno la morale?”.

La difesa di Di Battista su Facebook

Anche Di Battista non ha esitato a replicare al Giornale con un post su Facebook: “Ebbene sì, la nostra azienda va avanti, con enormi difficoltà” scrive il grillino. “Mio padre, ad oltre 70 anni, lavora come un matto. Il carico fiscale è enorme. L`azienda ha avuto difficoltà a pagare puntualmente i 3 dipendenti (tra cui mia sorella). Ciononostante l`azienda tira avanti, così come tante altre, sperando che i colpevoli, che oltretutto oggi provano, in modo scomposto, a fare i carnefici, vengano cacciati, una volta per tutte, dalle Istituzioni”.  “Vi dico una cosa: Grazie – prosegue Di Battista -. Pensate di indebolirmi ma ottenete il contrario. Oggi, grazie a voi, ogni piccolo imprenditore italiano sa che un ex-parlamentare, quando era in Parlamento, non si è occupato dell’azienda di famiglia”. Nel post Di Battista ribatte poi a Renzi, andandoci giù pesante: “Caro Matteo, so che ti brucia ancora che uno come me, senza guru della comunicazione, senza TV dalla sua parte, solo con un motorino, ti ha fatto il ‘culo’ al referendum costituzionale. Cerca però di essere più discreto, così si nota troppo”. Il pentastellato ne ha anche per Sallusti e Il Giornale: “Se provocate mi tocca tornare ad Arcore sotto la villa del vostro padrone. Stavolta però per leggere dei pezzi della sentenza sulla trattativa Stato-Mafia. L’avete voluto voi evidentemente”. E ancora: “Vi ricordate quando B. si burlò di me dicendo, per l’appunto, che non avevo studiato, che ero fuori corso etc etc. L’ho querelato e lui alla fine ha accettato di scrivere la letterina che vi allego qui sotto (e pubblica su fb la lettera firmata Silvio Berlusconi, ndr). Quando torno me la stampo, ci faccio una gigantografia e l’attacco al muro tra il diploma di laurea e quello del master. Ovviamente dopo averne mandata una copia a Sallusti chiedendogli, come sempre, di obbedire al suo padrone e di chiamarmi ‘Illustre Signor Dottor Di Battista'”.

La polemica continua

Intanto la polemica continua. Su Twitter i parlamentari Pd hanno lanciato l’hashtag #dibbafaccisapere. La senatrice Pd Laura Garavini ha scritto: “I Grillini chiedono onestà a tutti tranne che ai loro genitori. Dopo mamma Taverna e papà Di Maio,anche il padre di DI Battista sfrutta i lavoratori. Quelli del Cambiamento #dibbafaccisapere”.  Il senatore Francesco Bonifazi ha aggiunto: “Di Battista, invece di farci la morale dalle Americhe appollaiato su un’amaca, torna in Italia e paga i debiti della tua azienda. Dipendenti, fornitori e Fisco ti aspettano. I piccoli imprenditori italiani vanno avanti tirando la cinghia, non facendosi vacanze spesate ai Caraibi“.

ASKANEWS | 18-12-2018 10:06

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