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Delitto di Avetrana, il mistero delle feste nel villino sul mare

Panorama e Pomeriggio Cinque mostrano un villino dove si sarebbero svolti festini. La ragazza potrebbe aver visto qualcosa di sbagliato

A quasi nove anni di distanza dai fatti, sull’omicidio di Sarah Scazzi, noto alle cronache come “delitto di Avetrana”, emergono nuove ipotesi giornalistiche, legate, in particolare, a un villino di proprietà della stessa famiglia della ragazza, che si trova, in un ambiente assolutamente isolato, stretto tra il mare e una riserva naturale, tra Manduria e Avetrana. Qui, potrebbero essersi svolti uno o più festini, forse anche a base di droga, e pochi giorni prima della sua scomparsa, ad agosto 2010, la ragazza potrebbe aver visto qualcosa che non doveva e che avrebbe condizionato la sua sorte.

Il rinvenimento di cocaina

Con tutte le cautele del caso, l’ipotesi è stata formulata, oggi, nel corso della puntata di “Pomeriggio Cinque” di Barbara D’Urso, collegata con Torre Collimena, la località dove si trova il villino in questione, abbandonato da tempo e con un cartello “affittasi”, affisso, secondo quanto riferito dalla giornalista collegata, prima ancora dell’epoca del delitto. Il servizio ha ripreso le ipotesi già formulate da Alessandro Meluzzi all’epoca dell’inchiesta, quando, nello studio della stessa trasmissione, il noto psicologo e criminologo aveva riferito che nell’indagine sarebbe emersa l’esistenza di un festino, svoltosi il 17 agosto 2018, pochi giorni prima della scomparsa di Sarah, il cui cadavere sarebbe stato ritrovato a ottobre in un pozzo. Si tratta di circostanze riprese, oggi, da una inchiesta di Panorama e rilanciate nella trasmissione, con riferimento al presunto rinvenimento, nel villino, di un bilancino di precisione e di un bustina di cellophane che avrebbe contenuto ancora tracce di cocaina. Il servizio ha riportato vecchie interviste alle persone legate alla vicenda, compresa Concetta Serrano, la madre di Sarah, ma lo spezzone più approfondito è stato quello di una trasmissione proposta nella prima fase della inchiesta.

La festa del 17 agosto

«Alla festa del 17 agosto – diceva Meluzzi, nello spezzone di trasmissione riproposto oggi – avrebbero partecipato molti dei protagonisti della indagine e forse la stessa Sarah, che potrebbe avere visto qualcosa che non doveva». Le ipotesi sarebbero legate, allora, al possibile carattere a luci rosse di questi ritrovi nella villetta sperduta in riva al mare, oppure alla fornitura di droga che vi sarebbe stata legata, perché, ancora con le parole di Meluzzi, «non sono chiari i contorni degli ambienti che forniscono» lo stupefacente. Nuove ipotesi potrebbero, allora, prendere corpo sull’omicidio di Sarah Scazzi, per il quale sono passate in giudicato, con una condanna all’ergastolo, la cugina, Sabrina Misseri, e sua madre Cosima, zia materna della giovanissima vittima.

VirgilioNotizie | 10-04-2019 20:30

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