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Decreto Sicurezza, bocciati i ricorsi di sette regioni

Oggetto del ricorso sono le competenze territoriali sul permesso di soggiorno e l'iscrizione all'anagrafe

La Corte Costituzionale ha bocciato i ricorsi fatti da sette regioni italiane sull’applicazione del Decreto Sicurezza. Lo riporta la “Repubblica”.

A presentare il ricorso per la prima volta era stato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, seguito poi da ben sette regioni: Umbria, Emilia Romagna, Basilicata, Marche, Piemonte, Calabria e Toscana. I ricorsi si basano su alcune parti del nuovo decreto sicurezza, promosso dal Ministero degli Interni, che violerebbero in modo più o meno diretto le loro competenze territoriali.

Tra queste, quelle che prevedono la cancellazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e il divieto di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo.

La Corte riconosce che queste nuove regole sono competenza esclusiva dello Stato. Allo stesso tempo ha però riconosciuto una violazione dell’autonomia costituzionale di regioni e province, accogliendo di fatti la censura dell’articolo 28, che prevede un potere sostitutivo del prefetto nell’attività degli enti locali.

 

VirgilioNotizie | 20-06-2019 20:58

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