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De Falco, dal "vada a bordo!" a Schettino all'espulsione M5s

Il comandante De Falco ordinò a Schettino di risalire sulla nave Concordia mentre naufragava nelle acque del Giglio

“Mi dispiace molto, non me lo aspettavo. Confidavo nel fatto che ci fosse uno spazio di democrazia che invece, a quanto pare, non c’è”.  Il comandante Gregorio De Falco ha commentato così la sua espulsione dal M5s. Una sanzione che De Falco ritiene “illegittima” e che è arrivata poco dopo la sua astensione al voto di fiducia sulla manovra, “che secondo loro avrei dovuto votare a scatola chiusa“, ha affermato.

Quando De Falco ordinò a Schettino…

Insomma, nelle file dei pentastellati pare non si tolleri chi non si allinea. Ma che De Falco sia un uomo di carattere lo dovrebbero ben sapere, soprattutto per l’episodio che gli ha dato una certa fama assai prima di entrare nel movimento grillino: quel “vada a bordo, c….!” rivolto al telefono a Francesco Schettino, il comandante della nave da crociera Costa Concordia, durante il tragico naufragio che la sera del 13 gennaio 2012 provocò 32 morti tra passeggeri ed equipaggio, nelle acque antistanti l’Isola del Giglio.

De Falco assunse il coordinamento dei soccorsi

De Falco, che all’epoca era capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, responsabile per le acque marittime lungo la costa che a Sud di Livorno si estende sino all’isola d’Elba, non compresa. Il tratto di mare interessato dal naufragio, invece era nella responsabilità della Direzione Marittima di Livorno, ma il comandante De Falco era giunto velocemente in sala operativa e aveva comunque, nell’immediatezza, assunto il coordinamento dei soccorsi alla nave da crociera che stava affondando. Fatti che spinsero l’allora viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia, a proporlo il 18 gennaio 2012 per l’Encomio solenne, in quanto “straordinario per l’impegno profuso”.

ASKANEWS | 31-12-2018 16:56

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