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Cosa dice veramente Papa Francesco sui sacerdoti gay

La verità sulle parole di Bergoglio quando nel suo libro-intervista dice che nella Chiesa "non c'è posto" per i sacerdoti omosessuali

Apre, no chiude. E’ un rivoluzionario. Anzi un conservatore travestito, cambia la dottrina cattolica, al contrario la puntella: da oltre cinque anni Jorge Mario Bergoglio attira le valutazioni più disparate sul suo magistero, e quella dell’omosessualità è una delle controversie più ricorrenti, con quelle che l’opinione pubblica ha registrato a volte come accelerazioni, a volte come svolte, altre ancora – è il caso del libro-intervista in uscita in questi giorni “La forza della vocazione. La vita consacrata oggi” – come retromarce. A leggere con attenzione le sue parole, però, il Pontefice latino-americano, pur mettendo l’accento ora sull’uno ora sull’altro aspetto della questione, fa però fin dall’inizio del Pontificato lo stesso discorso, senza cambiare posizione, e promuovendo una riforma sostanziale, per quanto cauta, dell’insegnamento cattolico e della presenza della Chiesa nel mondo.

“CHI SONO IO PER GIUDICARE UN GAY?”, LA BREAKING NEWS CHE FECE IL GIRO DEL MONDO

L’affermazione che il Papa fece di ritorno dal viaggio in Brasile nella prima estate del pontificato è stata una ‘breaking news‘ in tutto il mondo. ‘The advocate‘, la più antica rivista statunitense dedicata al pubblico omosessuale, gli dedicò una trionfale prima pagina. Ma cosa aveva detto esattamente Jorge Mario Bergoglio
quel 28 luglio 2013 sul volo da Rio de Janeiro a Roma? Il Papa rispondeva alla domanda di una giornalista sulle notizie di stampa che circolavano sulla ‘intimità’ di un suo collaboratore, riemerse dal passato remoto, e su come il Pontefice da poco eletto intendesse affrontare tutta la questione della lobby gay che sarebbe presente in Vaticano. Dopo aver difeso il suo collaboratore  disse: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega in modo tanto bello questo, ma dice – aspetta un po`, come si dice… –  ‘non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società’. Il problema non è avere questa tendenza, no, dobbiamo essere fratelli, perché questo è uno, ma se c`è un altro, un altro. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante
lobby. Questo è il problema più grave per me”.

IL REBUS DELLA MARCIA INDIETRO

E’ proprio sulla distinzione tra omosessualità e attività sessuale che è tornato ora Bergoglio. Non è un segreto che nella vita consacrata e nel clero vi sono anche persone con tendenze omosessuali, afferma il missionario clarettiano basco Fernando Prado in una domanda nel libro-intervista. “Un religioso mi raccontava che, mentre era in visita canonica a una delle province della sua congregazione, era rimasto sorpreso – spiega il Pontefice – Vedeva che bravi giovani studenti e anche alcuni religiosi già professi erano gay. Egli stesso aveva dubbi sulla cosa e mi ha domandato se in questo vi era qualcosa di male. ‘In definitiva – diceva – non è tanto grave; è soltanto un`espressione di affetto’. E’ un errore. Non è soltanto un’espressione di affetto. Nella vita consacrata e in quella sacerdotale non c`è posto per questo tipo di affetti. Per questa ragione, la Chiesa raccomanda che le persone con questa tendenza radicata non siano accettate al ministero né alla vita consacrata. I sacerdoti, i religiosi e le religiose omosessuali vanno spinti a vivere integralmente il celibato”. Il Papa, quindi,  fa marcia indietro rispetto a quando diceva “Chi sono io per giudicare?”. Niente affatto. Quando afferma che “i sacerdoti, i religiosi e le religiose omosessuali vanno spinti a vivere integralmente il celibato” ripete lo stesso concetto. Non discriminando tra omosessuali ed eterosessuali. Distinguendo – cosa che gli ambienti conservatori che lo contestano non fanno – tra l‘omosessualità e l’attività sessuale omosessuale. Ed ammettendo che, se celibi, non vi è problema che vi siano sacerdoti, religiosi e religiose omosessuali.

ASKANEWS | 03-12-2018 12:53

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