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Bimbo muore per circoncisione. Medici: la situazione è drammatica

Un altro neonato è morto per una circoncisione avvenuta in casa. Parlano il Ministro della Sanità e il rappresentante dell'Ordine dei Medici

Ancora un altro caso di morte per una circoncisione domestica non andata a buon fine. È successo la scorsa notte a Genova, dove un bimbo di un mese e mezzo si è aggiunto alla lunga lista di vittime della pratica religiosa, che non avviene in ambienti sterili. Le istituzioni scendono in campo, ribadendo la necessità di prendere provvedimenti per arginare il fenomeno.

“Dopo il caso di qualche giorno fa un altro bimbo è morto per circoncisione fatta in casa, è urgente trovare soluzioni”. Queste le parole del Ministro della salute Giulia Grillo su Twitter riguardo la nuova vittima genovese. E ancora: “Il tema è complesso e bisogna confrontarsi con le autorità religiose. Ma l’assoluta priorità è individuare un protocollo per la sicurezza dei bambini”.

La comunità medica, dopo la morte dell’ennesimo neonato, torna a chiedere, tramite un comunicato stampa pubblicato sul sito della FNOMCeO di “Inserire la circoncisione rituale nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero i servizi gratuiti del sistema sanitario, ndR) o, in subordine, approvare una legge ad hoc affinché sia accessibile a chi la richiede in strutture pubbliche e private, nei primi mesi di vita del bambino, e a costi calmierati”.

“La situazione sta diventando drammatica” scrive nella nota il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli. “L’unica soluzione possibile è dare a tutte le famiglie presenti in Italia la possibilità di effettuare questo vero e proprio intervento chirurgico in ambiente sterile e per mano di personale qualificato, chirurghi e anestesisti pediatrici, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, pagando un ticket”.

Il neonato morto a Genova

La scorsa notte un bimbo di un mese e mezzo ha perso la vita dopo una circoncisione in casa nel quartiere di Quezzi. Sono state arrestate la madre Maria Aneton e la nonna Katerine Aigbidion, entrambe nigeriane, mentre un uomo, accusato di aver compiuto materialmente l’operazione, è stato fermato alla frontiera di Ventimiglia.

Per tutta la mattina le donne sono state ascoltate in Questura, come riporta La Repubblica. Le due avrebbero chiamato il 118 solo quando non sarebbero riuscite a fermare il flusso di sangue. Per il piccolo era ormai troppo tardi. “Io amavo mio figlio più della mia vita”, avrebbe riferito la mamma, appena venticinquenne.

Il papà del piccolo, nigeriano anche lui, si trova all’estero per lavoro, e la circoncisione in casa sarebbe avvenuta per mano del complice, ora in stato di fermo. La chiamata al Pronto Soccorso è arrivata intorno alle 4 di notte, ma il personale del 118 ha potuto solo constatare il decesso del bambino. Gli inquirenti hanno trovato pannolini zuppi di sangue nell’abitazione di Quezzi.

Le morti per circoncisione

Secondo quanto riportato dal dossier ANSA, il fenomeno sarebbe in diminuzione negli ultimi mesi. Sulle 5.000 operazioni effettuate su bambini di origine straniera ogni anno, si sarebbe passati dal 35% di interventi in casa al 25%. A causare il trend, sarebbero stati propri i tanti casi che hanno avuto risonanza mediatica.

Solo la settimana scorsa, un bimbo di cinque mesi di Scandiano aveva perso la vita dopo sette ore di agonia a causa dell’operazione, eseguita in casa. Il padre, di origine nigeriana, si era dichiarato innocente: “Se mio figlio è morto, è perché Dio l’ha chiamato”. Le indagini avevano condotto alla scoperta di un caso analogo nel reggiano.

VirgilioNotizie | 03-04-2019 14:50

circoncisione Fonte foto: ANSA
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