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Chiesto il giudizio per il papà della fidanzata del premier Conte

Chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di peculato per Cesare Paladino, papà della fidanzata del premier Conte

Cesare Paladino, il padre di Olivia, fidanzata del premier Giuseppe Conte, rischia di finire sotto processo con l’accusa di peculato.

Paladino è l’amministratore unico della società che gestisce il “Gran Hotel Plaza” di via del Corso a Roma e, come riporta il ‘Corriere della Sera’, è accusato di aver trattenuto per sé la quota della «tassa di soggiorno» pagata dai clienti, per un totale di poco superiore a 2 milioni di euro, mai versata nelle casse del Campidoglio.

Il pubblico ministero Alberto Pioletti ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di peculato. Secondo gli accertamenti disposti dalla procura e affidati un anno fa alla polizia municipale dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, come scrive il ‘Corriere della Sera’, è emerso che Paladino, 77 anni, avrebbe omesso i versamenti per 5 anni consecutivi, tra il 2014 e il 2018.

Il regolamento attuativo della delibera approvata dal Campidoglio il 29 luglio del 2010 prevede che ogni albergatore abbia l’obbligo di girare al Comune i soldi pagati dai clienti per il contributo di soggiorno, alla scadenza del sedicesimo giorno della fine di ciascun trimestre solare. Stando al pubblico ministero, invece, il padre della fidanzata del premier Giuseppe Conte non avrebbe ottemperato all’obbligo previsto dalle norme. Il totale dell’addebito contestato dal pm è di 2 milioni e 47 mila 677 euro. La somma è stata sequestrata lo scorso 29 giugno dal gip, su richiesta del pm.

Nel mirino della procura non c’è solo Cesare Paladino. In totale sono 40 i proprietari e gestori di hotel e bed & breakfast sotto inchiesta per non aver versato la tassa di soggiorno.

VirgilioNotizie | 10-04-2019 12:33

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