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Il Salone del Libro intona "Bella Ciao" contro Chiara Giannini

L'autrice del libro intervista a Matteo Salvini critica l'esclusione del suo editore dal Salone del Libro

Poco meno di trenta minuti sono bastati a Chiara Giannini per seminare il caos al Salone del Libro di Torino. L’autrice del libro “Io sono Matteo Salvini” è stata accolta dagli ospiti della mostra con cori antifascisti.

Chiara Giannini, riporta ANSA, avrebbe iniziato facendo un rapido giro tra gli stand, con il suo libro sotto braccio. La casa editrice del volume, Altaforte, è finita nelle polemiche mediatiche negli ultimi giorni a causa delle dichiarazioni filofasciste del suo fondatore.

La visita dell’autrice è stata accolta con indifferenza da editori e visitatori del Salone del Libro, fin quando la giornalista si è fermata davanti allo stand della Feltrinelli per farsi una foto davanti a un ritratto di Inge Feltrinelli.

Il gesto avrebbe scatenato, secondo ANSA, l’indignazione di una visitatrice, che le avrebbe chiesto di rispettare la storia della casa editrice milanese. Un addetto allo stand ha poi iniziato a intonare l’inno partigiano “Bella Ciao”, seguito da molti visitatori. Avrebbe poi dichiarato:

“Ho intonato Bella Ciao perché sono un antifascista, sono un democratico, aggiunge. Penso che abbiano sbagliato a escluderli, ma non sono d’accordo di venire a provocare davanti a Feltrinelli e di mettersi davanti a Inge. Io la conoscevo”.

Le dichiarazioni di Giannini sul Salone del Libro

Chiara Giannini, autrice del libro “Io sono Matteo Salvini”, edito da Altaforte, ha criticato l’esclusione della casa editrice dal Salone del Libro di Torino, definendola vergognosa, riporta ANSA.

“Oggi andrò al Salone del libro con il mio libro in mano. Perché sono una cittadina libera. Credo ci sia una piccola minoranza in Italia che non si vuole rendere conto che è finita l’età dell’imposizione culturale di un certo tipo”.

L’intervistatrice del vicepremier si è sfogata con la stampa, parlando di censura e passi indietro in materia di libertà di espressione.

“È gravissimo vietare la presentazione di un libro e censurarlo – ha sottolineato Quando si arriva a bruciare un libro come all’epoca dei roghi vuol dire che abbiamo fatto davvero tanti passi indietro”.

Chiara Giannini si è dunque paragonata alle persone che durante il Fascismo sono state rastrellate per essere portate all’interno dei campi di concentramento nazisti.

“È un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo. Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io”.

La scrittrice si è poi espressa sul caso Altaforte e sulla legalità del partito di CasaPound.

“La polemica su Altaforte si è scatenata prima delle dichiarazioni di Francesco Polacchi. Penso sia semplicemente un attacco strumentale al ministro Matteo Salvini, che si è fidato di me. E per quanto riguarda CasaPound, non mi sembra sia un partito illegale”.

VirgilioNotizie | 11-05-2019 17:15

chiara-giannini Fonte foto: ANSA
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