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Chi è Luca Lucci, l'ultrà che inguaia Salvini

Il passato criminale di Luca Lucci, l'ultrà che inguaia Salvini. Sul ministro ironia e polemiche.

Ha un curriculum criminale di un certo rispetto Luca Lucci, l’ultrà milanista ritratto a braccetto col ministro dell’Interno Matteo Salvini, finito sulla graticola proprio per gli scatti che dimostrano una certa confidenza tra i due. Lucci è da poco uscito di prigione dopo aver scontato una pena di un anno e mezzo per traffico di droga, comminata dopo aver scelto il patteggiamento. L’ultrà, ricostruisce il Corriere della Sera, era stato ripreso dalla Polizia mentre trattava un grosso carico di droga, in cui erano coinvolte bande criminali albanesi e calabresi, all’esterno del Clan di Sesto San Giovanni, locale-ritrovo degli ultras rossoneri.

Non solo droga

Ma Lucci era già stato condannato anche per un’aggressione a un ultrà nerazzurro avvenuta nel corso del derby Milan-Inter del febbraio 2009, nel corso della quale il tifoso interista Virgilio «Virgi» Motta perse un occhio. Per quella aggressione il 17 luglio di quell’anno il Tribunale di Milano aveva condannato per direttissima sei tifosi milanisti a pene comprese tra i sei mesi e i quattro anni e mezzo di reclusione con l’accusa, a vario titolo, di rissa aggravata e lesioni. La condanna più pesante era stata proprio nei confronti di Luca Lucci, ritenuto colpevole di aver  sferrato il pugno che aveva devastato il cristallino dell’occhio sinistro di Motta, poi suicidatosi tre anni dopo.

Reazioni indignate

“A me non è piaciuta per niente quest’immagine – ha commentato lo scatto, con un certo disgusto, la ministra della Salute Giulia Grillo nel corso della trasmissione Omnibus su La7 -. Io avrei totalmente evitato”. “Un ministro dell’Interno – ha rincarato la dose il direttore di Repubblica Mario Calabresi – non può permettersi di andare sottobraccio a un condannato. Dietro una condanna come quella del capo ultrà del Milan, c’è il lavoro di poliziotti e magistrati che cercano di difendere la collettività, gente che rischia la vita e che il giubbotto con la scritta polizia lo mette tutti i giorni e non solo quando si tratta di farsi un selfie o una pagliacciata di fronte alle telecamere”.

Un ministro “di curva e di governo”

Pervaso di sottile perfidia il commento della vicenda fatto da Massimo Gramellini che sul Corriere della Sera parla del Salvini “di curva e di governo”: “Ho parlato con il ministro dell’Interno – ironizza Gramellini – e mi ha confermato che non sta bene che il leader della Lega Matteo Salvini vada alle feste degli ultrà, anche se sono quelli della sua squadra del cuore, e stringa la mano a un capo della curva appena uscito di galera. Il ministro dell’Interno è molto preoccupato per la mancanza di senso delle istituzioni di cui Salvini avrebbe dato prova. Lo sta cercando al telefono per dirglielo, ma trova sempre occupato”.

ASKANEWS | 18-12-2018 12:34

salvini
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