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Che fine ha fatto Battisti che Bolsonaro ha promesso a Salvini

Che fine ha fatto Cesare Battisti che il presidentre eletto brasiliano Bolsonaro ha promesso a Salvini

Chi lo da già in Bolivia, chi in un periglioso viaggio per sentieri sudamericani, chi nascosto in una metropoli, magari nella stessa San Paolo del Brasile. Di certo il criminale Cesare Battisti che deve scontare 4 ergastoli in Italia non è reperibile. Per ora. Ma c’è uno spiraglio. Infatti, gli inquirenti della polizia federale di Brasilia stanno, secondo fonti media,  trattando la resa di Cesare Battisti con i suoi avvocati. Stando a quanto riportato dal sito brasiliano G1, le autorità hanno contattato lunedì scorso la difesa l’ex leader dei Pac per negoziare una resa. La risposta degli avvocati sarebbe stata, secondo il sito, che Battisti potrebbe consegnarsi in modo da non causare “grandi scandali”. Ma non c’è nulla di certo, e secondo alcuni opinionisti potrebbe essere una manovra diversiva per far perdere tempo e facilitare la fuga.

Venerdì scorso il presidente brasiliano uscente, Michel Temer, ha firmato il decreto per l’estradizione in Italia di Battisti, che risulta introvabile dopo l’ordinanza di custodia emessa dalla Corte Suprema federale di Brasilia. Mentre non verrà messa nessuna taglia e non verrà dato “nessun premio” a chi fornirà notizie utili per rintracciare Cesare Battisti, dato in fuga verso la Bolivia. Il ministero dell’Interno sta comunque lavorando su quel dossier ma “non entro nel merito dei dettagli”. Lo ha riferito il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che si è detto fiducioso nella cattura del terrorista latitante in Brasile.

“Ovviamente l’obiettivo è nell’ottica della legalità – ha spiegato Salvini nella conferenza stampa in occasione della consegna alla Guardia di Finanza di un immobile confiscato alla criminalità organizzata a Sorbolo, in provincia di Parma -. C’è legalità e legalità, quindi un delinquente condannato a due ergastoli perché ha quattro omicidi sulla coscienza credo che sia giusto che finisca i suoi anni nelle galere italiane piuttosto che nelle spiagge brasiliane o nelle foreste boliviane“. “Non entro nel merito di dettagli che ovviamente rimangono nella disponibilità del ministro Interno che ci sta lavorando – ha aggiunto il vice premier -. Conto sul fatto che le autorità brasiliane riescano a fare quello che il presidente Bolsonaro con me personalmente si è impegnato a realizzare”. In ogni caso “non metteremo ‘premi’ o ‘wanted‘: lasciamo ai film quella roba lì. Ma sono fiducioso sul fatto che si possa risolvere positivamente”.

“Ribadisco – ha proseguito Salvini – quello detto al presidente brasiliano che verrà incaricato il 1 gennaio in Brasile e molto carinamente mi ha invitato ma lo seguirò da lontano, per non essere frainteso dalla stampa italiana che mi vuole bene: qualora verrà preso sono disponibile a salire su un aereo e andarlo ad accompagnare personalmente nelle patrie galere italiane”.

ASKANEWS | 19-12-2018 13:21

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