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Caso Siri, Salvini: "Ho incontrato Paolo Arata una sola volta"

Salvini dichiara di aver incontrato Paolo Arata una sola volta, ma alcuni politici si chiedono quale sia la natura del loro rapporto

In merito all’indagine per corruzione sul senatore della Lega Armando Siri, che vedrebbe il coinvolgimento dell’imprenditore Paolo Arata, il vicepremier Matteo Salvini ha rilasciato alcune dichiarazioni. Secondo quanto riferisce ANSA, ha detto di averlo incontrato una sola volta.

“L’ho incontrato soltanto una volta, quante volte lo devo dire. Occupiamoci di altro, pensiamo a lavorare tutti”.

Diverse sono le voci intervenute nella polemica. Manlio Di Stefano, sottosegretario M5S agli Affari esteri, ha dichiarato in una nota:

“Paolo Arata, l’imprenditore vicino a Nicastri, quest’ultimo considerato il finanziatore del boss Matteo Denaro, era stato proposto da Salvini come possibile presidente di uno dei più importanti enti del panorama energetico italiano, cioè Arera. Come mai Salvini propose proprio Arata? E Salvini come fa a dire di non conoscere bene Arata se lo ha proposto ai vertici di Arera, ha condiviso foto di Arata sui social, lo ha invitato in un convegno della Lega?”.

Si pone lo stesso quesito Francesco Silvestri, vicepresidente del M5S alla Camera, che ha affermato:

“Salvini dice di aver incontrato solo una volta Arata, ma allora come spiega agli italiani che propose proprio Arata ai vertice di Arera? Come spiega ai cittadini che lasciò redigere proprio ad Arata il programma energetico della Lega? Sono solo alcune delle domande alle quali Salvini dovrebbe rispondere per spiegare che tipo di rapporto esiste tra la Lega e Arata. E dovrebbe rispondere con grande onestà a un’altra domanda: quante volte ha incontrato Arata? Sul tema stanno emergendo troppe contraddizioni che vanno chiarite immediatamente”.

Roberto Maroni, esponente della Lega ed ex governatore della Lombardia, riassume il nocciolo della questione in un’intervista a La Stampa:

“Sia che Armando Siri rimanga o si dimetta, il governo non subirà veri contraccolpi. La vera crisi potrebbe arrivare per il coinvolgimento di un’altra persona in una vicenda di cui ben pochi parlano: il caso dell’assunzione del figlio di Francesco Arata da parte del sottosegretario Giorgetti”.

Prosegue Maroni, parlando di Arata:

“Se il padre era il male assoluto perché avrebbe avuto rapporti con la mafia, almeno stando alle accuse della Procura, e il figlio era suo complice, allora l’assunzione del figlio del ‘male assoluto’ potrebbe essere devastante. Però non se ne parla, perché Di Maio sa bene che parlare di Giorgetti metterebbe davvero a rischio il governo. Detto questo, metterei la mano sul fuoco sull’onestà di Siri e Giorgetti”.

Sulla coesione del governo Lega-M5S, come riportato dall’ANSA, Maroni ha affermato:

“Salvini e Di Maio hanno capito che rende bene dal punto di vista della comunicazione e della propaganda fare l’uno contro l’altro, fanno governo e opposizione al tempo stesso”.

“Dal 27 si apre lo scenario che definisco dell’1-X-2. X sta per non vince nessuno, il governo va avanti così; 1, vince Salvini e decide lui come e quando andare alle politiche con la sconfitta di Berlusconi; 2, potrebbe essere lo stesso Berlusconi: se riesce ad avere un colpo di reni dei suoi e a superare il 10% alle europee, allora si apre uno scenario che può davvero mettere in seria crisi il governo”.

VirgilioNotizie | 26-04-2019 11:59

Salvini Arata Fonte foto: ANSA
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