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Caso Siri, parla Arata: "Siamo amici ma non l'ho corrotto"

Paolo Arata, indagato per corruzione con Armando Siri, ha fornito la sua versione dei fatti in un'intervista

Paolo Arata, l’imprenditore indagato per corruzione con il sottosegretario leghista Armando Siri, continua a negare ogni accusa.

Nel corso di un’intervista concessa al ‘Corriere della Sera’, che nel titolo riporta il virgolettato: “Io e Siri siamo amici, ma non l’ho corrotto”, Paolo Arata spiega a proposito del suo rapporto con Siri:

“Ho sempre avuto un rapporto di stima e amicizia e, sebbene la nostra frequentazione sia iniziata solo un paio di anni fa, l’ho potuto apprezzare per le sue capacità intellettuali e politiche. Adesso sono veramente costernato per quello che sta subendo senza colpa, mortificato perché è stato ingiustamente rimosso dal governo”.

Poi, ha aggiunto:

“Non abbiamo mai avuto interlocuzioni nel corso delle quali si possa parlare di garanzie di alcun tipo. […] Non ho mai parlato con il senatore Siri di denaro e non gli ho mai fatto promesse di alcun tipo”.

Paolo Arata ha smentito di essersi speso per far ottenere a Siri un posto di Governo. Queste le sue parole in merito:

“No. Anche perché non ho nella Lega alcun ruolo politico. Mi sono limitato a parlare bene di Siri con le persone che conosco avendone considerazione e stima”.

A proposito del figlio Federico, Paolo Arata ha precisato sulla sua assunzione a Palazzo Chigi da parte del sottosegretario Giancarlo Giorgetti:

“Non è stato assunto, si tratta di una consulenza ancora in itinere, come hanno ben chiarito fonti di governo. In ogni caso mio figlio è completamente estraneo all’indagine, ha un percorso professionale e di vita del tutto autonomo”.

VIRGILIO NOTIZIE | 12-05-2019 10:38

Caso Siri, parla Arata: "Siamo amici ma non l'ho corrotto" Fonte foto: Ansa
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