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Caso scontrini, l'ex sindaco Marino assolto in Cassazione

Accusato di peculato e falso, è stato assolto "perché il fatto non sussiste"

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato assolto dalla Corte di Cassazione, “perché il fatto non sussiste”, nell’ambito del cosidetto caso “scontrini” sulle spese per le cene di rappresentanza quando era primo cittadino della Capitale. Accusato di peculato e falso, Marino era stato assolto in primo grado e condannato in appello a due anni di reclusione. La suprema corte ha ora annullato, senza rinvio, la sentenza di secondo grado.  “Giustizia è stata fatta. Finalmente oggi è stato restituito l’onore che merita al professor Marino”, ha commentato a La Repubblica Enzo Musco, l’avvocato difensore dell’ex sindaco.

 

Il processo

Ignazio Marino era accusato di peculato e falso per la rendicontazione di una cinquantina di cene pagate con la carta di credito del Comune di Roma durante i due anni del suo mandato, tra il 2013 e il 2015, per una spesa totale di circa 12mila euro. Dopo lo scoppio del caso Marino venne attaccato sia dalle opposizioni che dai membri del suo partito, il PD, fino a quando decise di rassegnare le dimissioni, l’8 ottobre 2015. Il processo di primo grado era terminato nell’ottobre 2016 con l’assoluzione; sentenza poi ribaltata in appello nel gennaio 2018, con la condanna a due anni. Ora la sentenza definitiva di assoluzione.

 

VirgilioNotizie | 09-04-2019 20:52

Ignazio Marino Fonte foto: Ansa
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