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Caso Raggi, querela per Lorenzo Bagnacani

Lorenzo Bagnacani presenta un esposto per le presunte pressioni subite dalla Sindaca. Il legale di Raggi parla di querela

Il legale di Virginia Raggi, Emiliano Fasulo, ha evidenziato la possibilità di una querela nei confronti di Lorenzo Bagnacani. Secondo quanto riferisce l’ANSA, il difensore ha dichiarato:

“Attendiamo di leggere l’esposto presentato dall’ex ad di Ama, Bagnacani, per valutare se ci sono profili penali, come ad esempio la calunnia o la diffamazione, da parte dell’autore della denuncia”.

Sul caso del bilancio Ama, la sindaca Virginia Raggi ha affermato:

“Io non approvo un bilancio che viene dichiarato irregolare, nel quale viene chiesto di riconoscere e approvare un credito che il Comune di Roma non riconosce, e che soprattutto garantisce premi a pioggia a quei dirigenti anche se la città è sporca. Mi dispiace, non funziona così”.

Le registrazioni tra Virginia Raggi e Lorenzo Bagnacani

Sono state rese pubbliche da L’Espresso le registrazioni ambientali dell’incontro tra Virginia Raggi e l’ex amministratore delegato e presidente di AMA, Lorenzo Bagnacani, congedato dall’amministrazione pentastellata lo scorso febbraio.

L’imprenditore avrebbe spedito in procura un nuovo esposto contro la sindaca di Roma per aver esercitato pressioni indebite su di lui e l’intero CdA dell’azienda, finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell’AMA in passivo, con lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali.

Le parole di Virginia Raggi a Bagnacani

Alcuni passaggi particolarmente significativi delle registrazioni mostrano un lato inedito della Sindaca. Che il 30 ottobre, durante un colloquio, rispondeva ai dubbi dell’amministratore delegato sulla possibilità di cambiare il bilancio:

“Non devi valutare, se il socio ti chiede di fare una modifica la devi fare: tu lo devi cambiare comunque, anche se ti dicono che la Luna è piatta”.

E poi, in un incontro del 26 novembre scorso, parlava della tariffa rifiuti e dell’impossibilità di alzarla, dato lo stato del servizio.

“Tu me devi da’ una mano, Lorenzo. Perché così non mi stai aiutando. Io ho la città che praticamente è fuori controllo. I sindacati che fanno quel c***o che vogliono”.

“Non mi stai dando neanche un c***o di appiglio, Lorenzo. Che devo fare? Come faccio?”

“Non posso chiedere ai romani di aumentargli la Tari. Perché loro vedono, grazie anche a quest’opera dei sindacati, degli operai che non hanno voglia di fare. Se loro si affacciano, vedono la m***a in città. In alcune zone purtroppo è così, in altre zone è pulito e tenuto bene. In altre zone non c’è modo, non c’è modo. Allora quando ai romani gli dico, sì la città è sporca però vi aumento la Tari (…) metto la città a ferro e fuoco, altro che i gilet gialli!”.

La versione di Lorenzo Bagnacani

L’ex amministratore delegato e presidente di AMA ha rilasciato due lunghe interviste a la Repubblica e La Stampa nelle quali ha dichiarato di aver agito sempre seguendo la legge.

“Questa vicenda mostra che ho sempre perseguito la via della legalità. Sono stato allontanato per non essermi piegato a delle richieste che reputavo assolutamente non conformi. Ho rispettato le regole anche davanti al rischio di essere cacciato”.

“Sono sempre stato in silenzio, subendo dieci mesi di vessazioni indicibili”.

“In autunno ho capito che il problema non era il credito di 18 milioni. Ero io”.

“Ho cominciato a registrare solo quando, avendo avuto il timore che si stessero prospettando ipotesi di illiceità, mi sono rivolto a degli avvocati. Loro mi hanno consigliato di registrare tutto a fini di giustizia e per tutelarmi”.

VirgilioNotizie | 19-04-2019 09:34

virgina-raggi-lorenzo-bagnacani-ama-registrazioni-espresso Fonte foto: ANSA
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