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Caso Procure, terremoto nel Csm: si dimette il terzo consigliere

Mattarella ha indetto le elezioni suppletive per due componenti del Csm

Sempre più nel caos il Consiglio superiore della magistratura, colpito dalla bufera sulle nomine nelle procure. Secondo quanto riferisce l’Ansa, si è dimesso un altro consigliere, Antonio Lepre, il terzo in due giorni dopo Luigi Spina e Gianluigi Morlini. Lepre, di Magistratura indipendente, si era autosospeso: oggi ha dato le dimissioni. Che seguono quelle di Morlini di ieri e quelle di Spina del 1 giugno.

Le azioni disciplinari

Per tutti e tre, insieme ai togati Cartoni e Criscuoli che si sono autosospesi nei giorni scorsi, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha chiesto la procedura disciplinare, avanzando ulteriori contestazioni al provvedimento del Procuratore generale della Cassazione. “Voglio che sia chiaro che la situazione è chiaramente grave, e questa gravità va affrontata dalle istituzioni che devono rimanere compatte”, ha detto Bonafede.

Il Pg della Cassazione Riccardo Fuzio, nell’atto di incolpazione a carico dei 5 consiglieri togati, evidenzia che c’era una vera “strategia di danneggiamento” di uno dei candidati alla carica di procuratore di Roma, il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, che venne prefigurata nella riunione del 9 maggio scorso, organizzata dall’ex presidente dell’Anm Luca Palamara e Cosimo Ferri, con Luca Lotti e cinque consiglieri togati del Csm. Mentre si lavorava per “l’enfatizzazione” del profilo professionale del Pg di Firenze Marcello Viola, il candidato voluto dai politici e che è stato poi il più votato dalla Commissione per gli incarichi direttivi nella seduta del 23 maggio scorso.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua qualità di presidente del Csm, ha indetto le elezioni suppletive per due componenti che si terranno il 6 e il 7 ottobre. Mattarella, sostengono fonti del Quirinale citate dall’Ansa, ha scelto di indire le supplettive a ottobre perchè la richiesta di scioglimento anticipato del Csm contrasterebbe con la necessità di cambiare le procedure elettorali da più parti richieste.

Le reazioni politiche

“Emergono inquietanti intercettazioni sulla bufera che sta coinvolgendo Csm e Pd. Negli atti si parla di interferenze illecite di Luca Lotti in ‘un centro di potere’ esterno al Csm che decideva sulle nomine”, ha detto Michele Gubitosa, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati. “E Zingaretti  – continua Gubitosa – che fa? Lo tiene ancora dentro al Partito? Il Pd c’è dentro fino al collo ma nessuna parola da parte di un segretario fantasma che non ci vuole né vedere né sentire. Questo silenzio è gravissimo e imbarazzante”.

Intanto Luca Lotti si difende su Facebook: “In questi anni ho incontrato decine di magistrati, per i motivi più svariati: se è reato incontrare un giudice non ho problemi a fare l’elenco di quelli che ho incontrato io, in qualsiasi sede. Mai sono venuto meno ai doveri imposti dalla Costituzione e dalle leggi. Procederò in tutte le sedi contro chi in queste ore ha scritto il falso su di me e lo farò a testa alta come un cittadino che crede nella giustizia e in chi la amministra”.

“Non c’è alcun collegamento – continua Lotti –  tra la nomina del Procuratore di Roma (che certamente non può dipendere da me) e il mio procedimento. Questa è la pura e semplice verità. Ho fatto pressioni in merito al futuro della Procura di Roma per avere dei vantaggi personali, come qualcuno sostiene? Assolutamente no. Qualcuno ha addirittura scritto che una mia opinione personale avrebbe potuto condizionare il processo Consip! Niente di più falso, niente di più assurdo. Come sarebbe stato possibile?”.

Sul caso è intervenuto anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti: “Il partito che ho in mente non si occupa di nomine di magistrati”. “Se emergeranno rilievi penali, – spiega Zingaretti – mi atterrò sempre al principio garantista e di civiltà giuridica secondo il quale prevale la presunzione di innocenza fino alle sentenze definitive. L’oggetto delle indagini non sono le frequentazioni ma il loro merito. Attendiamo per questo che si faccia piena luce. Agli esponenti politici del Pd protagonisti di quanto è emerso non viene contestato alcun reato”.  “Ma il Pd non ha mai dato mandato a nessuno di occuparsi degli assetti degli uffici giudiziari”, conclude il leader del Partito Democratico.

“Chiederemo un’udienza la Capo dello Stato per esporre le nostre preoccupazioni e chiedere lo scioglimento del Csm”, ha detto Silvio Berlusconi.

“L’attuale Csm – si legge in una nota di Forza Italia – è gravato da ombre troppo serie per poter svolgere la sua funzione con la necessaria autorevolezza e imparzialità. Ci rivolgiamo dunque al Capo dello Stato, massimo garante delle regole democratiche, con un rispettoso ma accorato appello affinchè proceda al più presto allo scioglimento del Csm. Nello stesso tempo sosterremo con forza in sede parlamentare la proposta di una Commissione di inchiesta su quanto è accaduto e sta accadendo nel Consiglio Superiore”.

VirgilioNotizie | 13-06-2019 19:23

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