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Carabiniere ucciso. La compagna: "Bisogna andare avanti"

Il killer del maresciallo Di Gennaro "ha sparato e si è fermato solo quando il caricatore era vuoto"

Giuseppe Papantuono, l’uomo che sabato ha ucciso il maresciallo dei carabinieri Vincenzo Di Gennaro e ferito l’altro militare Pasquale Casertano (che ha ricevuto la visita in ospedale del premier Conte), “ha sparato e si è fermato solo quando il caricatore era vuoto”. Lo ha detto il procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro ricostruendo la sparatoria di Cagnano Varano durante la conferenza stampa di domenica, riporta l’Ansa.

Le parole della futura moglie del maresciallo

“Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio. Però già convivevano e ci volevamo molto bene”. Ha dichiarato commossa ad ANSA Stefania Gualano, la compagna del maresciallo dei carabinieri Vincenzo Di Gennaro.

“Era un bravissimo ragazzo, era veramente in gamba. Sorrideva sempre, anche quando aveva difficoltà. Bisogna andare sempre avanti, diceva. C’erano i momenti in cui era giù di morale, però lui andava avanti perché diceva che la vita continua. Bisogna lottare e andare avanti”.

La dinamica dell’omicidio

Il pm ha spiegato che il killer “era in strada e ha chiamato i carabinieri. Non appena il militare ha abbassato il finestrino, l’uomo ha sparato. Si è fermato solo quando il caricatore era vuoto. Voleva impossessarsi anche delle pistole dei militari. Poi si è aggrappato allo sportello dell’auto dei militari ed è rimasto aggrappato fino a quando l’auto non ha svoltato a sinistra. A quel punto è caduto”.

Il movente dell’assassino

Per il pm l’omicidio e il ferimento dei due carabinieri sono “totalmente privi di motivazioni“. Papantuono “nei giorni scorsi aveva subito due controlli: nel primo fu trovato in possesso di alcune dosi di cocaina; alcuni giorni dopo fu fermato per possesso di un coltello. Fu condotto in caserma per il sequestro e rilasciato. In maniera generica aveva detto: ‘Ve la farò pagare’”, ha detto Vaccaro. L’uomo è accusato di omicidio volontario, tentato omicidio e porto abusivo d’arma. Non gli è stata contestata la premeditazione: “La scelta è stata quella di attendere le sue dichiarazioni prima di procedere a questa accusa”, ha spiegato il pm. Durante l’interrogatorio Papantuono si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Non si tratterebbe di Mafia

Il procuratore di Foggia ha inoltre spiegato che l’episodio non è legato alla mafia garganica. “Il gesto del soggetto non si inserisce in logica di criminalità organizzata ma si tratta di un gesto sconsiderato di una persona. L’episodio non è agganciato a logiche di criminalità organizzata e non si inserisce in finalità o metodologie di tipo mafioso, altrimenti sarebbe intervenuta l’antimafia. Ma è la dimostrazione che la criminalità ha assunto sul territorio una aggressività enorme”, ha detto Vaccaro. Quello che più colpisce, ha aggiunto il pm, è “l’atteggiamento culturale che porta a reagire a dei controlli e a sparare contro lo Stato: tutto questo esprime un livello di avversione verso lo Stato. In questa mentalità ci vedo il collegamento con la criminalità organizzata”.

VirgilioNotizie | 14-04-2019 12:11

8618e62db0eb6cf8cdbad1c51641cafe.jpg Fonte foto: ANSA
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