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Cannabis light vietata, la rivolta dei negozi di canapa

Da un commerciante di Sanremo parte l'idea della class action per poter continuare l'attività

Dopo la sentenza di ieri della Corte di Cassazione, che vieta la vendita di foglie e infiorescenze della cannabis, sino a qui, considerata legale, c’è chi, tra i negozianti del settore, organizza la reazione. L’Ansa riferisce le dichiarazioni di Gioel Magini, titolare del “Cannabis Amsterdam Store” di Sanremo: “Ho chiuso una pizzeria da asporto per aprire questo negozio, ora ci vogliono mettere sul lastrico dall’oggi al domani e senza alcuna colpa. È come se volessero combattere l’alcolismo vietando la vendita di birre analcoliche. Organizzeremo una class action“.

La class action è l’azione legale collettiva, condotta da uno o più soggetti membri di una stessa, determinata, categoria. Questi chiedono la soluzione di una questione condivisa e gli effetti della loro azione ricadono sull’intera categoria di cui fanno parte.

Al Secolo XIX, il commerciante dice: “I nostri avvocati hanno detto di attendere ancora un po’ prima di passare al contrattacco, ma resta davvero una decisione infelice. Saremo costretti a chiudere finendo sulla strada, mentre chi ha piantagioni di “cannabis light”, se potrà continuare a coltivarle, sarà costretto a rivolgersi a un mercato estero”.

Arriva anche la presa di posizione di Federcanapa: “La soluzione delle sezioni unite penali della Corte di Cassazione non determina la chiusura generalizzata dei negozi che offrono prodotti a base di canapa. Il testo della soluzione dice chiaramente che la cessione, vendita e in genere la commercializzazione al pubblico di questi prodotti è reato salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante“.

“Io sono contento di questa sentenza”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, con parole riportate dall’Ansa: “Sono contrario all’uso delle droghe quindi anche alla commercializzazione”.

VirgilioNotizie | 31-05-2019 14:47

cannabis Fonte foto: Ansa
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