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Theresa May si dimette. Rammarico per non aver completato Brexit

La leader britannica lascia la guida del Partito Conservatore e del Regno Unito. Il suo successore completerà l'uscita dall'Unione Europea

Theresa May ha annunciato per il 7 giugno le dimissioni da segretario del Partito Conservatore. In accordo con la Regina, informata subito della decisione presa, rimarrà alla guida del governo fino all’elezione del suo successore. La Gran Bretagna avrà un nuovo Primo Ministro entro il 24 luglio, data del recesso estivo del Parlamento. Con solo 2 anni e 315 giorni, il suo mandato potrebbe diventare il quarto più corto della storia britannica.

“Il compromesso non è una parola sporca, la vita dipende dal compromesso”.

Con questa citazione dello scomparso Sir Nicholas Winton, filantropo famoso per aver salvato molti bambini ebrei dall’orrore nazista, la premier di Eastbourne ha espresso rammarico per non essere riuscita a far passare la ratifica della Brexit, nonostante i tre tentativi. Forse invitando il prossimo segretario conservatore ad andare incontro agli inglesi che non vogliono uscire dall’Unione Europa. Con le lacrime agli occhi si è comunque detta soddisfatta del proprio operato, e grata per avere avuto l’opportunità di servire il paese.

“Io presto lascerò l’incarico che è stato l’onore della mia vita”.

Annunciando la sua resa, ha poi tracciato la sua eredità politica, invitando il leader dei Tory che le succederà a completare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il nuovo segretario del partito, che guiderà anche il paese come Primo Ministro, verrà eletto nelle prossime settimane.

“(Sono stata) la seconda donna primo ministro, ma certamente non l’ultima”.

L’ormai ex Primo Ministro, nel suo discorso, ha anche rivendicato la politica di un Partito Conservatore patriottico, con l’obiettivo di unire la nazione e ridurre le ingiustizie sociali. Lo ha fatto con le parole d’ordine “sicurezza, libertà e opportunità”. Secondo alcuni esponenti dei Tory, riporta la BBC, potrebbe essere proprio una donna, Esther McVey, a prendere il posto di Theresa May. Tra gli altri papabili successori, anche Dominic Raab, David Davis e Boris Johnson.

Le reazioni alle dimissioni di Theresa May

Proprio Boris Johnson, il super favorito alla guida del Partito Conservatore per i giornali d’oltremanica, si è subito espresso su Twitter sul discorso di commiato della premier. Nel 2018 si era dimesso da Segretario di Stato per gli Affari esteri per via della linea adottata dalla May sull’uscita dall’Unione Europea, considerata troppo moderata.

“Un discorso di grande dignità da Theresa May. Grazie per il suo stoico servizio alla nostra nazione e al Partito Conservatore. È tempo di seguire la sua agenda: dobbiamo unirci e portare a termine la Brexit”.

Tempestive anche le dichiarazioni di compagni di partito e opposizioni. In molti hanno sottolineato e apprezzato la commozione della premier, che da molti era stata definita la nuova Iron Lady, appellativo dato all’algida Margaret Thatcher. E c’è chi, come la centrista Heidi Allen, avrebbe preferito vedere l’umanità trasparita oggi anche durante il resto del mandato.

VIRGILIO NOTIZIE | 24-05-2019 12:30

theresa-may-lacrime Fonte foto: Ansa
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