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Bologna: residenza ai migranti, il tribunale 'smentisce' Salvini

Accolto il ricorso di due richiedenti asilo. Il sindaco Merola: "Il Comune la applicherà senza opporsi"

Il tribunale di Bologna ha accolto il ricorso di due richiedenti asilo a cui il Comune aveva negato l’iscrizione all’anagrafe in base al decreto Sicurezza voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, e ha ordinato al Comune di iscriverli. A dare la notizia, sulla sua pagina Facebook, il sindaco Virginio Merola, che ha annunciato che non si opporrà alla decisione dei giudici: “Saluto questa sentenza con soddisfazione, il Comune la applicherà senza opporsi”.

Il primo cittadino bolognese ha poi attaccato la Lega: “Smentire la destra significa batterla usando la legge e la legalità democratica. Quando ho ridato l’acqua agli occupanti ho agito come autorità sanitaria e non come delegato del Governo, che è invece il caso dell’Anagrafe. Il ministro Salvini fa propaganda ma i fatti lo smentiscono, è ingiusto negare la residenza ai richiedenti asilo”.

Il Resto del Carlino scrive che il tribunale è stato chiamato a pronunciarsi sul caso di due richiedenti asilo a cui era stata negata la residenza. Uno dei due, una donna titolare di permesso di soggiorno per richiesta di asilo e temporaneamente ospite di una struttura di accoglienza, aveva chiesto l’iscrizione all’anagrafe il 4 febbraio. Il 6 marzo l’ufficio anagrafe aveva dichiarato “irricevibile” la domanda. La donna, assistita dai legali dell’associazione ‘Avvocato di strada’, aveva quindi fatto ricorso, ora accolto dal Tribunale.

I giudici hanno spiegato che la mancata iscrizione ai registri anagrafici impedisce l’esercizio di diritti costituzionalmente rilevanti ad essa connessi, come quelli all’istruzione e al lavoro. Più nel dettaglio, nella sentenza si spiega che il decreto Salvini non contiene un divieto esplicito di iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo, ma afferma che il permesso di soggiorno “non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica”. E secondo l’attuale legislazione italiana e comunitaria, il permesso di soggiorno non è un”titolo” ma costituisce solo una prova del requisito del regolare soggiorno.

VirgilioNotizie | 02-05-2019 22:02

migranti Fonte foto: Ansa
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