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Baby gang di Manduria, la testimonianza di uno degli arrestati

Il ragazzo racconta le violenze: "Dal nulla, schiaffi sul viso e calci alle gambe". Disposto il carcere per i sei minori

Il gip del Tribunale per i minorenni di Taranto, Paola Morelli, ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i sei minori (due di 16 anni e quattro di 17) accusati di tortura, sequestro di persona, danneggiamento e violazione di domicilio nell’inchiesta sulla morte del 66enne di Manduria. Per i due maggiorenni, sottoposti a fermo e accusati degli stessi reati, il gip del Tribunale ordinario Alessandra Romano non ha invece ancora deciso sulla convalida.

A Pomeriggio 5, è stata condivisa la testimonianza di uno dei ragazzi arrestati per i reati commessi nei confronti del pensionato 66enne. Tgcom24 riporta le parole del ragazzo:

“Li conoscevo da un mese, una sera mi hanno scritto andiamo a sfottere il pazzo, così siamo andati fino a casa e uno di loro ha iniziato a prendere a calci la porta fino a sfondarla. Dal nulla ha poi iniziato a tirargli schiaffi sul viso e dei calci alle gambe”.

La testimonianza continua:

“Gli dicevo di tornare indietro e di fermarsi, io sono rimasto fermo vicino alla macchina, ma loro continuavano”.

“La settimana dopo siamo tornati, solita scena porta sfondata e calci e schiaffi con lui che urlava e chiedeva aiuto”.

Oggi si è tenuto l’interrogatorio e il legale del 22enne indagato ha dichiarato all’Adnkronos:

“Il mio assistito ha risposto alle domande del giudice fornendo la propria versione dei fatti. Non ha confessato, anzi ha negato di aver partecipato ai raid”.

Il 22enne, Antonio Spadavecchia, è uno dei due maggiorenni arrestati. Gli altri sei sono minorenni. Le violenze si sarebbero consumate ai danni di Antonio Stano, pensionato con problemi psichici che ha vissuto nel terrore gli ultimi giorni della sua vita; minacciato, derubato e picchiato dalla gang, si è spento il 23 aprile dopo un ricovero.

L’avvocato del 22enne, come riferisce Adnkronos, insiste nella difesa:

“Non ha fatto alcun tipo di tortura, ha preso parte a un solo episodio nel quale tra l’altro era presente incidentalmente. Il suo è un ruolo marginale e, anzi, non conosce proprio gli altri componenti del gruppo. Preferisco attendere l’udienza di convalida”.

La fidanzata, che il 12 aprile si era recata in commissariato per denunciare i fatti, ha così dichiarato:

“A questo punto spero che lui sia effettivamente entrato solo una volta in quella casa, così come mi ha confessato quando attendeva vicino l’ufficio della polizia”.

VirgilioNotizie | 02-05-2019 18:21

antonio-stano Fonte foto: ANSA
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