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Avellino, strage del bus: la Procura fa ricorso in appello

Nella strage del viadotto Acqualonga morirono 40 persone. Il Processo di primo grado si era concluso con sei condanne e sei assoluzioni

La Procura di Avellino, riferisce l’Ansa, ha presentato ricorso in appello nei confronti della sentenza di primo grado del processo riguardante la strage di Acqualonga, il viadotto dell’A16 Napoli-Canosa dal quale il 28 luglio del 2013 precipitò il bus nel quale persero la vita 40 persone.

Lo scorso 11 gennaio il giudice monocratico del Tribunale di Avellino, Luigi Buono, aveva assolto sei dirigenti e funzionari della società Autostrade, tra i quali l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, e condannato altri sei dipendenti ed ex dipendenti della stessa società a pene varianti dai sei ai cinque anni. Il Procuratore capo, Rosario Cantelmo, e il sostituto Cecilia Annecchini avevano chiesto la condanna per tutti gli imputati con pene dai 10 ai 12 anni.

Le pene più alte vennero inflitte, come ricorda Il Mattino, al proprietario del bus, Gennaro Lametta, condannato a 12 anni per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falso e ad Antonietta Ceriola, la funzionaria della Motorizzazione che aver attestato la falsa revisione dell’automezzo, condannata a otto anni.

I pm avevano subito manifestato la volontà di fare ricorso, dal quale hanno escluso un solo imputato, Vittorio Saulino, il funzionario della Motorizzazione Civile di Napoli accusato di aver partecipato alla falsa revisione del bus e che nel primo grado di giudizio era stato assolto.

VirgilioNotizie | 24-05-2019 20:40

Acqualonga Fonte foto: ANSA
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