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Atleti africani esclusi dalla maratona, polemiche a Trieste

L'organizzatore: "Fermiamo lo sfruttamento di manager poco seri". Per Pd e Sinistra è razzismo.

Gli atleti africani esclusi dalla gara podistica scatenano le polemiche a Trieste, con il Pd e le forze di sinistra che accusano di razzismo gli organizzatori del Trieste Running Festival, che si svolgerà dal 3 al 5 maggio nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia. È La Repubblica a riferire il caso, con le dichiarazioni del presidente dell’associazione organizzatrice Apd, Fabio Carini, che dice: «Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore». Dalle colonne del Messaggero, Carini aggiunge ancora: «Troppi organizzatori subiscono le pressioni di manager poco seri che sfruttano questi atleti e li propongono a costi bassissimi e questo va a scapito della loro dignità».

Atleti africani esclusi dalla maratona di Trieste: le reazioni della politica

Non è d’accordo Isabella De Monte, eurodeputata del Pd, che parla di «fatto grave e indegno» e dichiara: «A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la città». Per De Monte, il tema dello sfruttamento viene usato «come foglia di fico: per sollevare questioni simili ci sono luoghi e organismi preposti cui rivolgersi». Di nuovo dal Messaggero, arriva il commento di Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, che dice: «Se non lo avessi letto stamani sui giornali del Friuli Venezia Giulia, stenterei a crederci». Sulla stessa linea anche il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro: «Questa decisione è una macchia per l’Italia nel mondo».

Le polemiche non fermano gli organizzatori, che, sul Corriere della Sera on line, dicono: «Non faremo marcia indietro. Anzi, insisteremo su questa linea invitando anche altri organizzatori di corse a seguire questa strada: vorremmo dare un segnale forte di uguaglianza, tagliando fuori chi lucra sul bisogno altrui». E Carini precisa ancora che la partecipazione è libera, mentre l’esclusione sta nell’ingaggio: «Abbiamo deciso di non ingaggiare atleti africani, non di non far partecipare africani alla corsa». Oggi, gli iscritti sarebbero poco meno di 1.400, «in arrivo da 40 paesi di tutto il mondo». Anche il sottosegretario con delega allo Sport, il leghista Giancarlo Giorgetti, ancora dal Corriere, parla di sbaglio ma dà segnali di comprensione: «Sbagliato escludere gli atleti africani. Non è così che si risolvono i problemi. Ma attenzione perché il malessere esploso a Trieste nasconde l’ennesimo sfruttamento, di quelli che chiamo gli scafisti dello sport. Aprirò subito un‘indagine interna per quanto riguarda le mie competenze. Ascolterò tutte le parti in causa per fare chiarezza».

Sul caso interviene anche il vicepremier Luigi Di Maio: «È giusto combattere lo sfruttamento dei corridori africani, il professionismo è professionismo sempre e come tale deve essere retribuito, ma non è così che si fa, non è escludendoli da una gara che si combatte il problema. Anzi, così il problema si aggrava e la vicenda in sé per come sta emergendo rasenta la follia», riporta il Corriere della Sera. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti dichiara: «Sento parlare di «scafisti dello sport: non pensavo che saremmo arrivati a tanto. La Lega e i suoi rappresentanti del Governo lascino in pace il mondo dello sport, lo tengano fuori dalla propaganda». Fabio Pagliara, segretario della Federazione italiana atletica leggera, commenta la vicenda: «Siamo la federazione che applica già uno ius soli molto avanzato, dove l’uguaglianza e il rispetto sono l’assoluta normalità. Vigileremo con la massima attenzione, verificando i fatti e le motivazioni».

VirgilioNotizie | 27-04-2019 13:34

runners Fonte foto: 123rf
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