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Appello degli esperti: il futuro dell'agricoltura non è nel bio

Il Ddl sul biologico dovrebbe iniziare l'iter nelle prossime settimane in Senato

Modificare profondamente nell’impianto e nei contenuti” il disegno di legge sull’agricoltura biologica che dovrebbe iniziare il suo iter in Commissione agricoltura al Senato nelle prossime settimane. È quanto chiede un gruppo di 213 tra agricoltori, agronomi, docenti ed esperti dei differenti ambiti delle scienze agrarie, in un’analisi approfondita delle criticità del ddl, inviata a tutti i senatori membri della commissione Agricoltura.

In Italia non c’è abbastanza terreno per l’autosufficienza bio

Ricordando come i 13 milioni di ettari di superficie agricola utile coltivati in Italia non bastino all’autosufficienza alimentare, producendo solo il 70% del fabbisogno nazionale, gli esperti ritengono che l’attuale formulazione del ddl, basata sull’idea di porre il bio al centro del sistema agro-alimentare italiano, aumenterebbe la dipendenza dall`estero, data la minore efficienza produttiva del biologico, oltre a non affrontare “i gravi limiti – anche in prospettiva futura – dell`agricoltura biologica in termini di impatto ambientale per unità di derrate prodotte”.

Il consumatore paga di più un prodotto ma non per questo è più buono

La percezione che il biologico “non inquini”, si spiega nel documento, non tiene conto di molti fattori, tra cui la sua ridotta produttività: per ottenere le stesse quantità di raccolto occorre coltivare più terre e quindi si emettono più gas serra e si inquinano di più le falde con i nitrati. Dal canto suo, il consumatore paga prezzi mediamente molto più alti per un prodotto che non è “più buono” per il solo fatto di essere bio. Non viene, inoltre, affrontato “il nodo dei controlli delle produzioni biologiche, attualmente lacunoso se non poco affidabile a causa del rapporto anomalo esistente tra valutatori e produttori, che vede il controllore pagato dal controllato”.

ASKANEWS | 09-01-2019 13:28

agricoltura bio
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