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Allarme xylella: a rischio ulivi e molte altre piante

Due studi commissionati dall'Europa confermano che non c'è cura contro il batterio che in Puglia ha già provocato danni oltre il miliardo

Non c’è una cura che possa debellare il batterio vegetale della “xylella fastidiosa”: le conclusione di due pareri rilasciati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), rese note oggi, diffondono l’allarme tra gli agricoltori, perché confermano che  alcuni trattamenti sperimentati in questi anni possono ridurre i sintomi, ma non eliminano il batterio. Questo significa che esso continua ad essere mortale per piante come ulivo e vite ma anche che, per arrestarne la diffusione, l’unica procedura certa è l’abbattimento delle stesse.

La xylella in Puglia: i danni agli ulivi

In Italia, la presenza della xylella si è manifestata nel 2013, in Puglia, dove è stata responsabile di diffusi casi di “complesso del disseccamento rapido dell’olivo”, CoDiRO, malattia che si manifesta  con disseccamenti delle foglie, dapprima su alcuni rami, poi su tutta la pianta, sino ad essere, in molti casi, per la stessa, mortale. Lo scorso gennaio, un emendamento al Disegno di legge semplificazioni, approvato in Parlamento, ha sancito che le misure straordinarie, compresa la distruzione delle piante contaminate, dovranno essere attuate «in deroga ad ogni disposizione vigente, secondo i criteri indicati nel decreto di emergenza fitosanitaria» e la mancata attuazione sarebbe punibile con la reclusione da 1 a 5 anni. Questo, malgrado le proteste già attuate dagli agricoltori. Secondo le stime pubblicate da Avvenire, il batterio  si è esteso per oltre il 40 per cento del territorio pugliese, colpendo 770mila ettari di uliveti in cinque anni, per danni che ormai hanno superato il miliardo di euro.

Le altre piante colpite dalla xylella

La wylella colpisce, tuttavia, sempre con esiti che possono essere mortali per le piante, la vite, provocando la cosiddetta malattia di Pierce: in questa forma è già stata un flagello per il coltivatori di Nord e Sud America. Viene definita “polifaga”, nel senso che si attacca ad una ampia varietà di piante. Negli agrumi, come già riscontrato in Brasile, provoca la “clorosi variegata”.

La diffusione della xylella in Europa

Come ricostruisce l’Ansa, si è diffusa, ormai, non solo in tutta l’area mediterranea ma anche nel resto d’Europa. Nel 2015 il batterio è stato identificato in Francia, sia in Corsica che nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Nel 2016 è stata la volta delle Baleari, con infezione di ulivi, viti e mandorli, e di una serra in Germania. Il focolaio tedesco sembra essere stato fermato con la distruzione delle piante, perché limitate ad un territorio circoscritto. Nel 2017 il batterio è comparso sui mandorli nella provincia di Alicante, laddove l’area dell’epidemia che oggi supera i 134mila ettari, ma la Spagna lo segnala anche in un ulivo situato nella regione autonoma di Madrid. Interessato anche il Belgio.

VIRGILIO NOTIZIE | 15-05-2019 16:03

ulivo-xylella Fonte foto: ANSA
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