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Tangenti, Lara Comi libera dai domiciliari. Le sue dichiarazioni

L'ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi, dopo essere finita ai domiciliari nell'ambito della maxi inchiesta "mensa dei poveri", torna libera

L’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi, dopo essere finita ai domiciliari nell’ambito della maxi inchiesta “mensa dei poveri” su un sistema di tangenti, appalti e nomine pilotate, torna libera. Secondo quanto riporta l’Ansa, il Tribunale del Riesame ha revocato l’ordinanza cautelare dopo che l’ex eurodeputata aveva fatto ricorso, per l’accusa di corruzione, truffa aggravata al Parlamento europeo, finanziamento illecito e false fatture.

Il legale di Lara Comi, Gian Piero Biancolella, ha dichiarato: “Ero certo che oltre 5 ore di interrogatorio, i documenti prodotti e due ore di discussione al Riesame avevano lasciato il segno”.

Il tribunale ha deciso però di imporle una misura interdittiva per sei mesi che le vieta di dirigere società, compresa la sua azienda di consulenza.

“Sono molto felice e ora sono più che mai determinata a far emergere la mia innocenza“, ha detto Comi al suo avvocato, ringraziandolo, subito dopo aver appreso del provvedimento.

Lara Comi, come precisa l’Ansa, risponde di quattro episodi nell’indagine: il primo riguarda un contratto di consulenza per 21 mila euro, formalmente affidato dall’ente Afol all’avvocatessa Maria Teresa Bergamaschi, indagata, in cambio della “retrocessione”, con la regia di Caianiello, di 10 mila euro all’ex dg Afol Giuseppe Zingale.

Il secondo episodio fa riferimento a un finanziamento illecito da 31 mila euro dall’industriale titolare della Omr holding e presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti (indagato), in occasione delle ultime elezioni europee.

Il terzo vede coinvolto il suo ex addetto stampa Andrea Aliverti, che ha riferito ai pm di aver ricevuto un aumento del suo compenso da mille a tremila euro al mese con l’obbligo di restituirne duemila a FI per pagare le spese della sede di Varese che Comi non avrebbe pagato.

Infine, un contratto a Caianiello come collaboratore all’Europarlamento per “2.450 lordi mensili”, incarico che lui, a sua detta, non avrebbe mai svolto.

Lara Comi però, già in un interrogatorio davanti al gip e poi due giorni fa davanti al Riesame si è difesa e il suo legale nell’udienza ha contestato sia nel merito le accuse che le esigenze cautelari, siccome Comi non fa più parte del Parlamento europeo.

I pm Bonardi, Furno e Scudieri, invece, come riporta l’Ansa, avevano chiesto di mantenere la misura cautelare perché, pur non avendo più incarichi, grazie alla sua “rete relazionale, trasversale fra alti livelli politici e imprenditoriali”, come aveva scritto il gip, Comi potrebbe commettere altri reati.

VIRGILIO NOTIZIE | 05-12-2019 21:30

Chi è Lara Comi: dalla provincia di Milano al Parlamento europeo Fonte foto: ANSA
Chi è Lara Comi: dalla provincia di Milano al Parlamento europeo
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