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Strage di Corinaldo, al via l'interrogatorio della banda

Il resto della 'banda' e il presunto ricettatore non rispondono

È iniziato l’interrogatorio dei ragazzi della banda accusata per la strage di Corinaldo avvenuta tra il 7 e 8 dicembre scorso, nella quale hanno perso la vita a sei persone. Il gruppo però si divide in due: chi si dissocia e chi non parla. L’ultimo a negare ogni coinvolgimento, riporta ANSA, è Moez Akari, il 22enne definito il “maestro del gas” della banda delle discoteche e indagato per altri 25 furti.

Prima di lui, aveva parlato un altro compagno di ‘batteria’: Andrea Cavallari. Come lui, Akari si è avvalso della facoltà di non rispondere per tutti i capi di imputazione tranne per quelli legati alla tragedia della Lanterna Azzurra, dai quali prende le distanze.

Gianluca Scalera, avvocato di Moez Akari, Andrea Cavallari e Souhaib Haddada, ha affermato che il suo assistito “ha ribadito l’assoluta estraneità alla vicenda di Corinaldo. Era lì, ma non c’entra niente con il discorso dello spray. Non ha avuto alcun tipo di contatto con gli altri”.

L’avvocato ha poi concluso: “I miei assistiti non danno la colpa a nessuno”. Il resto della ‘banda’ – Ugo di Puorto, Raffaele Mormone, Badr Amouiyah e Souhaib Haddada – si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stessa linea per il titolare del compro oro Andrea Balugani, il ‘nonno’ 65enne indagato poiché ritenuto essere presunto ricettatore della banda.

In un’intervista a Il Messaggero, Sclera ha spiegato: “I furti li hanno ammessi? Non li hanno ammessi, ma si assumeranno la responsabilità di quello che hanno fatto. Lo stesso gip dice che si tratta di due gruppi differenti, che sono arrivati in quel posto con due macchine differenti, che i miei assistiti non hanno certamente utilizzato lo spray e che però c’è il concorso perché le parti si conoscevano e provenivano dallo stesso territorio”.

VIRGILIO NOTIZIE | 06-08-2019 15:41

corinaldo-strage Fonte foto: ANSA
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