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Strage di Bologna: nuove rivelazioni nei documenti segretati

L'intelligence avrebbe coperto un accordo tra Italia e il fronte di liberazione palestinese

All’indomani della ricorrenza della strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto del 1980, spuntano due documenti del Servizio per le informazioni e sicurezza militare che potrebbero cambiare tutto. Riemerge la pista palestinese, sempre sconfessata dal presidente dell’associazione delle vittime Paolo Bolognesi, e archiviata di recente dalla procura felsinea.

Le due note del SISMI, secondo Adnkronos, avrebbero la classificazione “riservatissimo” e parlerebbero delle minacce di attentati all’Italia da parte del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) a ridosso delle stragi di Bologna e Ustica. Potrebbero far parte dei documenti consultati da alcuni parlamentari ma di cui è ancora vietata la divulgazione perché coperte dal segreto di Stato.

I rappresentanti politici di diversi partiti avrebbero chiesto alla Camera l’immediata desecretazione di questi atti, lasciando intendere che a quasi 40 anni dall’attentato alla stazione potrebbero esserci nuove svolte per le indagini. Infatti riporterebbero, secondo Adnkronos, i tentativi del colonnello Stefano Giovannone di convincere l’Italia a soddisfare le richieste dei palestinesi per evitare stragi e incursioni terroristiche.

Di fatto i documenti sono diventati pubblici perché finiti nei faldoni giudiziari di un’altra inchiesta per strage, per l’esplosione di Piazza della Loggia a Brescia, avvenuta il 28 maggio 1974. A scoprirli e pubblicarli in un libro è stato Giacomo Pacini, che ha affrontato il tema di un presunto accordo tra Italia e palestinesi che avrebbe garantito libertà di movimento e transito di armi nel Belpaese in cambio, ribattezzato “Lodo Moro”.

VIRGILIO NOTIZIE | 03-08-2019 15:26

Strage di Bologna: le celebrazioni dell'anniversario in foto Fonte foto: ANSA
Strage di Bologna: le celebrazioni dell'anniversario in foto
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