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Sparatoria a Trieste, poliziotti uccisi: l'allarme dei sindacati

I sindacati della Polizia lanciano l'allarme sulla carenza degli equipaggiamenti

All’indomani della sparatoria nella Questura di Trieste in cui hanno perso la vita due poliziotti, esplode la polemica sull’equipaggiamento e sulla sicurezza delle forze dell’ordine italiane. A lanciare l’allarme sono i sindacati della Polizia, che puntano il dito contro la carenza negli equipaggiamenti.

Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, ha dichiarato a ‘La Repubblica’: “È da tempo che chiediamo a gran voce dotazioni idonee come il taser“.

Cesario Bortone, segretario del Consap, ha detto: “I fatti di Trieste dovrebbero accelerare quello che Consap chiede da tempo, ossia la fornitura a tutto il personale dei gap sottocamicia, giubbotti che si indossano più agevolmente di quelli tattici dal costo di poche centinaia di euro e che proprio in circostanze come queste potrebbero salvarci la vita”.

SPARATORIA A TRIESTE: LA PRIMA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Nella sparatoria avvenuta all’interno della Questura di Trieste sono morti gli agenti Pierluigi Rotta e Matteo De Menego. L’agente scelto Pierluigi Rotta aveva 34 anni ed era originario di Pozzuoli, vicino Napoli. Proprio nel capoluogo campano aveva prestato servizio prima del trasferimento al Nord. L’agente Matteo De Menego aveva compiuto da poco 31 anni ed era originario di Velletri (Roma). Era diventato poliziotto con il 186° concorso allievi agenti ed era stato assegnato a Trieste.

SPARATORIA A TRIESTE: LE REAZIONI DELLA POLITICA

Nella serata di venerdì 4 ottobre, decine di automobili della Polizia, a sirene spiegate, hanno reso omaggio davanti l’Altare della Patria a Roma ai due agenti morti nella sparatoria a Trieste.

SPARATORIA TRIESTE: ESPLODE LA POLEMICA

VIRGILIO NOTIZIE | 05-10-2019 09:19

Poliziotti uccisi a Trieste: omaggio all'Altare della Patria Fonte foto: Ansa
Poliziotti uccisi a Trieste: omaggio all'Altare della Patria
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