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Sparatoria Fidene, il racconto dei testimoni: "È entrato dicendo 'vi ammazzo tutti'", "Poteva fare una strage"

I racconti dei testimoni che hanno assistito alla sparatoria avvenuta in una bar nel quartiere Fidene di Roma nella mattinata di domenica 11 dicembre

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È di almeno 3 morti e diversi feriti il bilancio provvisorio della sparatoria avvenuta nel gazebo esterno di un bar nel quartiere Fidene, a Roma, nella mattinata di domenica 11 dicembre.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, a fare fuoco è stato un 57enne, in lite con il Consorzio Valleverde che aveva affittato la sala del bar per svolgere la riunione odierna. Si tratta di una organizzazione che gestisce villette nella zona del lago di Turano, utilizzate come seconde case dai consorziati.

Una testimone: “È entrato dicendo vi ammazzo tutti”

La vicepresidente del consorzio Valleverde Luciana Ciorba, presente durante la sparatoria, ha raccontato all’agenzia ‘Ansa’: “Ho visto che è entrato, si è girato e ha detto ‘Vi ammazzo a tutti!‘. E ha iniziato a sparare. È arrivato proprio con l’intenzione di sparare”.

Sparatoria Fidene, il racconto dei testimoni: "È entrato dicendo vi ammazzo tutti", "Poteva fare una strage"Fonte foto: ANSA
La Polizia Scientifica effettua i rilievi sul luogo dove alcune persone sono rimaste uccise in occasione di una sparatoria avvenuta in un bar durante una riunione di condominio, nel quartiere Fidene a Roma.

Il racconto dell’uomo che ha fermato l’aggressore

Mi sono gettato addosso a lui e l’ho bloccato“: è quanto ha raccontato agli inquirenti, come riportato da Ansa,  il 67enne che ha fermato Claudio Campiti. L’uomo, che è rimasto ferito nell’aggressione, è attualmente ricoverato al policlinico Gemelli. Ricordando i drammatici minuti della sparatoria ha aggiunto: “ha esploso il primo colpo, poi ha esploso il secondo proiettile uccidendo la seconda persona. Ha colpito poi la terza donna. Io ero il quarto, ma sono intervenuto“.

Un testimone: “Poteva fare una strage”

Un uomo ha dichiarato, sempre all’agenzia ‘Ansa’: “Ero lì vicino, ho provato anche io a saltargli addosso ma in 4-5 mi hanno preceduto. Ho tentato di aprire la porta per far uscire la gente, ci ho messo un po’. Io pensavo di aver sentito 4-5 colpi ma sicuramente erano tanti. Poteva essere una strage. Un carabiniere ha detto che aveva un caricatore da 16 colpi e un altro caricatore, sempre da 16 colpi, più altre cartucce. Era pieno. Probabilmente voleva colpire tutti. Ha sparato prima lì dove c’era la presidenza del Consorzio, poi si è girato dall’altra parte e ha colpito una ragazza davanti a me”.

La pistola

Secondo quanto riferito dall’agenzia ‘Ansa’, l’uomo che ha sparato avrebbe preso la pistola a un poligono di tiro senza restituirla. Aveva richiesto il porto d’armi ma gli sarebbe stato negato. Il no sarebbe arrivato alla luce delle informazioni fornite dai carabinieri del luogo dove viveva, in provincia di Rieti, che avevano riferito delle liti in atto con il Consorzio.

Nella mattinata di domenica, l’uomo avrebbe fatto fuoco appena entrato nel gazebo, dove era in corso la riunione, sparando proprio contro il consiglio di amministrazione del Consorzio.

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Fidene Fonte foto: ANSA
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