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Condannato Spada, aggredì troupe Rai a Ostia: parla sindaca Raggi

Per il pg ci fu l'utilizzo del "metodo mafioso"

È stata confermata la condanna a sei anni di reclusione per Roberto Spada, accusato di lesioni aggravate dal metodo mafioso per l’aggressione alla troupe di Nemo nel 2017 a Ostia, in cui colpì un giornalista Rai e il suo cameraman. Ne dà la notizia l’Ansa. Alla lettura del verdetto era presente la sindaca di Roma Virginia Raggi. L’uomo era già stato condannato all’ergastolo per un altro processo per due omicidi.

La decisione è stata presa dalla V sezione penale della Cassazione, che ha stabilito che sul litorale romano sono stati usati metodi mafiosi per impedire ai professionisti dell’informazione di fare il loro lavoro d’inchiesta.

Virginia Raggi festeggia la condanna a Roberto Spada su Twitter

Virginia Raggi ha commentato su Twitter, una volta uscita dall’aula: “La sentenza della Cassazione è una vittoria dei cittadini onesti contro la criminalità. A Roma non c’è spazio per la mafia. Un abbraccio a Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi. Non abbassiamo lo sguardo. Fuori la mafia da Roma“.

La parole del legale del giornalista e del cameraman aggrediti da Roberto Spada

“È importante che questa sentenza sia stata confermata per i segnali che possono derivarne, sia in termini di ordine pubblico che di riaffermazione della presenza dello Stato anche nei quartieri periferici di Roma”, ha dichiarato all’Ansa l’avvocato Antonio Marino, legale di parte civile del giornalista Daniele Piervincenzi e il cameraman Edoardo Anselmi.

Il difensore ha poi sottolineato all’agenzia che a ottobre la Cassazione aveva escluso che si trattasse di mafia l’organizzazione di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, durante il processo Mondo di mezzo.

Ci fu “metodo mafioso”: l’accusa del pg a Roberto Spada

Il procuratore generale della Cassazione Pasquale Fimiani, richiedendo la conferma della condanna, aveva precisato che durante l’aggressione fu utilizzato il metodo mafioso con gli “indicatori” della intimidazione, sottolineando l’omertà dei presenti e il fatto che nessuno intervenne in soccorso delle vittime. Anche gli altri avvocati di parte civile in rappresentanza di Roma Capitale, Regione Lazio e Ordine dei Giornalisti avevano chiesto la conferma della condanna.

“Sono stati correttamente individuati, dal verdetto della Corte di Appello, gli indici sintomatici che rilevano la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso con una deliberata e ostentata manifestazione di potere” nell‘aggressione alla troupe televisiva di Nemo, aveva sottolineato il pg nella sua requisitoria davanti agli ermellini, secondo quanto riporta l’Ansa.

Per Pasquale Fimiani, che ha dichiarato “inammissibile” il ricorso presentato dall’imputato, in questo episodio violento “ci sono una serie di indici del metodo mafioso”, come il fatto che “nessuna delle persone presenti nella palestra gestita da Roberto Spada, davanti alla quale si è svolta l’aggressione ai giornalisti, intervenne in favore delle vittime”.

Roberto Spada colpì un giornalista Rai con una testata

Insieme al giornalista di Nemo Daniele Piervincenzi, colpito con una testata che gli ruppe il naso, venne aggredito e inseguito in mezzo alla strada anche il cameraman Edoardo Anselmi. A dare man forte a Roberto Spada era presente anche Ruben Nelson Del Puerto, la cui posizione è stata stralciata ed è ancora in grado di Appello.

VIRGILIO NOTIZIE | 14-11-2019 07:39

roberto-spada-ostia-rai-nemo Fonte foto: Ansa
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