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SONDAGGIO - Dopo l'omicidio di Giulia Cecchettin si parla di educazione sessuale a scuola: saresti d'accordo?

Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta, torna il tema dell'educazione sessuale a scuola: che ne pensi?

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Dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, l’ennesimo femminicidio del 2023 in Italia, nel dibattito pubblico e politico ha fatto irruzione anche il tema dell’educazione sessuale a scuola. Nel 2018, un documento dell’Unesco ha spiegato che proprio l’insegnamento dell’educazione sessuale tra i banchi “consente a bambini e ragazzi di sviluppare conoscenze, competenze, atteggiamenti e valori che li metteranno in grado di realizzarsi, nel rispetto della loro salute, del loro benessere e della loro dignità”.

In Italia, dal 1975 ad oggi, si contano almeno 16 proposte parlamentari, come ricordato da Milena Gabanelli sul Corriere della Sera, ma ancora oggi l’opposizione della classe politica è netta.

Nel maggio 2022, il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato: “Parlare di sesso, di coito e penetrazione ai bimbi delle elementari? Un secco no”. Nell’ottobre 2023 Alessandro Amorese, deputato FdI, ha sottolineato che “i bambini non si toccano, i bambini non si deviano”.

Lo scorso 22 novembre, sull’onda emotiva della morte di Giulia Cecchettin (4 giorni dopo il ritrovamento del cadavere), il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha presentato il progetto Educare alle relazioni: 30 ore di lezioni in un anno agli studenti delle scuole superiori. Ma su base volontaria. Tra gli obiettivi principali:

  • diffondere tra i giovani, in particolare tra le studentesse e gli studenti, i valori del rispetto reciproco e della parità di genere, contribuendo così a ridurre atteggiamenti discriminatori e violenti;
  • far acquisire, alle studentesse e agli studenti, gli strumenti necessari per riconoscere, anche cogliendone precocemente i primi segnali, la discriminazione e la violenza contro le donne e le ragazze;
  • accrescere la conoscenza tra i giovani, in particolare tra le studentesse e gli studenti, degli strumenti a disposizione delle donne vittime di violenza, quali la linea telefonica di pubblica utilità del 1522, le reti di assistenza (case rifugio e centri antiviolenza) e in genere di tutte le informazioni che possono essere vitali per chi ha bisogno di aiuto;
  • accrescere la conoscenza tra i giovani, in particolare tra le studentesse e gli studenti, della normativa e delle politiche in essere per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile sulle donne, anche al fine di sensibilizzarli e responsabilizzarli sulle conseguenze, anche penali, di comportamenti violenti nei confronti delle donne e delle ragazze.

Il ministro Valditara ha inoltre aggiunto che l’educazione alle relazioni sarà integrata nell’educazione civica fin dalle elementari e negli insegnamenti disciplinari.

Siete d’accordo con le 30 ore annuali – su base volontaria – proposte dal Governo sull’analisi delle relazioni oppure servirebbe un programma obbligatorio sull’educazione sessuale? Ditecelo partecipando al nostro sondaggio (il nostro rilevamento non si basa su un metodo scientifico e non ha la pretesa di essere attendibile né di orientare l’opinione degli italiani. Ricordiamo che ogni utente può liberamente cliccare sulle singole voci del quesito solo una volta: se il sondaggio non viene visualizzato nella modalità corretta clicca qui)

educazione-sessuale-scuola Fonte foto: iStock

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