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Russiagate, Conte in Senato: Salvini assente, polemica M5S e PD

L'intervento al Senato del premier Giuseppe Conte sul caso Russiagate ha scatenato numerose polemiche

Alle 16.30 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è presentato nell’Aula del Senato per l’informativa richiesta dalle opposizioni sui presunti fondi russi alla Lega.

Russiagate, il discorso di Giuseppe Conte al Senato

Giuseppe Conte ha affermato in apertura del suo intervento: “Gentile Presidente, care senatrici cari senatori, se oggi sono qui davanti a voi è in ragione del mio ruolo e del fatto che nutro profondo rispetto per le attribuzioni che il nostro sistema costituzionale dà a questa Aula. Non mi sono mai sottratto all’interlocuzione con il Parlamento. Il confronto è la vera essenza della nostra forma di governo E a questo consesso tornerò ove mai dovessero maturare le condizioni per una cessazione anticipata del mio incarico”.

“Alcuni hanno inteso attribuire alla mia adesione alla richiesta di riferire singolari significati e hanno letto la volontà di rimarcare prese di posizione distinte all’interno della compagine di Governo: è una lettura che mi ha molto sorpreso. Questa interlocuzione contribuirà a rassicurarci tutti sull’efficacia dei più elevati sistemi di garanzia presenti nella nostra Costituzione”.

“Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del Consiglio posso precisare che Gianluca Savoini non ha rivestito incarichi come consulente o esperto per questo Governo. Risulta presente in una riunione ufficiale il 15 e 16 luglio 2018 a Mosca a seguito del ministro dell’Interno e vicepresidente Matteo Salvini per l’incontro con le controparti russe. In quella occasione fu notificata alle controparti russe dalla nostra ambasciata la composizione della delegazione italiana su indicazione del protocollo del ministero dell’Interno: la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Gianluca Savoini“.

Dalle 16:50 il presidente del Consiglio è stato interrotto a più riprese prima delle conclusioni dai senatori delle opposizioni: “Il rispetto può anche non essere reciproco”, ha affermato. “Mi avete chiamato per riferire e volete che riferisca o volete che finisca qui?”.

“Non ci sono le premesse per eventuali interruzioni del rapporto con Gianluca Savoini. Mi adopererò perché tutti i miei ministri e tutti gli altri membri del Governo vigilino con massimo rigore affinché negli incontri governativi a livello bilaterale siano presenti solo persone accreditate ufficialmente che in ragioni di doveri di ufficio siano tenute al vincolo della riservatezza. Questo per avere la massima garanzia che le azioni riguardanti le attività di Governo siano a tutti gli effetti gestite e veicolate con il massimo riserbo” ha concluso poi.

Russiagate, Conte in senato: l’assenza di Salvini

Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini non era presente in Aula al momento del discorso di Giuseppe Conte. Il leader della Lega aveva annunciato di avere convocato alle 16 il comitato per l’ordine e la sicurezza al Viminale.

Russiagate, Conte in Senato: M5S fuori per protesta

Nel momento in cui il premier Giuseppe Conte ha iniziato il suo intervento sui presunti fondi russi alla Lega, i senatori del Movimento 5 Stelle hanno lasciato l’aula. In una nota del M5S riportata da “Ansa” si legge: “Ribadiamo il nostro rispetto per il Presidente Conte ma oggi non era lui a doversi presentare nell’Aula del Senato per rispondere all’informativa sul caso Russia-Lega”.

Russiagate, mozione di sfiducia del Pd a Salvini

Dario Parrini, intervenuto per il PD in aula al posto di Matteo Renzi, ha definito Matteo Salvini “il ministro della fuga e del tradimento”. Il Pd, come poi confermato da Nicola Zingaretti su Facebook, ha annunciato una mozione di sfiducia nei confronti di Matteo Salvini.

VirgilioNotizie | 24-07-2019 17:30

Moscopoli, chi sono i protagonisti del Russiagate italiano Fonte foto: ANSA
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