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Siri e le nuove intercettazioni di Arata: ombre sul governo

Di Maio denuncia: "È un fatto gravissimo, mi aspetto la massima chiarezza"

“Un po’ i politici li conosciamo ma sono come le banche, li devi usare! E ogni volta che li usi, paghi, basta! Non c’è l’amico politico, non c’è l’amicizia in politica”. Lo ha detto l’ex parlamentare di Forza Italia Paolo Arata, indagato per corruzione, parlando con un imprenditore amico.

È una delle intercettazioni depositate alle procure di Roma e Palermo e diffuse da molti quotidiani, dalle quali emergono pressioni da parte di Arata, all’epoca consulente per l’energia di Matteo Salvini, per la nomina di Armando Siri a sottosegretario alle Infrastrutture.

Le pressioni sulla nomina di Siri

“Nei giorni precedenti alla formazione dell’attuale governo” si legge nell’informativa della Dia di Trapani, “Paolo Arata si prodigava, su richiesta esplicita di Armando Siri, affinché quest’ultimo ottenesse un importante incarico”.

Arata disse al figlio Federico di essersi mosso attraverso due canali: Silvio Berlusconi e Gianni Letta, con il quale si incontrò il 15 maggio 2018, e il cardinale Raymond Burke, a cui chiese di fare pressioni direttamente su Giancarlo Giorgetti.

Dalle intercettazioni è emerso che gli Arata tentarono anche di avvicinare, senza riuscirci, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tramite l’ambasciatore americano in Italia.

Arata e Salvini

Paolo Arata si vantava di aver parlato direttamente con Matteo Salvini riguardo alla nomina di Siri: “Salvini non sa dove mettere Armando – spiegava al figlio Francesco in una telefonata del 23 maggio 2018  – poi io gli ho detto che deve fare il vice ministro con la delega all’energia e lui lo ha chiesto a Salvini e Salvini ha chiamato anche casa nostra ieri”.

E al figlio che chiedeva perché, Arata ha risposto: “Perché voleva sapere quale delega voleva, però… però i Cinquestelle non volevano fare i vice ministri”. La Dia di Trapani ha fatto sapere che non ci sono intercettazioni telefoniche tra Arata e Salvini.

Le norme sull’eolico

“Mettiamo mano al 100% al decreto sulle rinnovabili, l’ho fatto bloccare. Datemi qualche idea di cosa volete che venga messo dentro… E facciamo mettere quello che vogliamo“. Così Arata diceva al figlio che grazie a Siri avrebbero ottenuto norme di favore rispetto ai loro investimenti sull’eolico in Sicilia, condivisi con l’imprenditore Vito Nicastri.

Nelle intercettazioni è contenuta anche la promessa del ‘regalo’ destinato a Siri per il suo ruolo nel promuovere gli emendamenti richiesti: Gli do 30 mila euro perché sia chiaro tra di noi, io ad Armando Siri, ve lo dico…”.

Di Maio: “È un fatto gravissimo”

Il vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto su quanto emerso dalle intercettazioni affermando che “c’è stato un momento in cui mentre si formava il governo qualcuno come Arata ha dichiarato di volermi controllare nominando un sottosegretario agli Esteri dove si pensava andassi. È un fatto gravissimo”.

“Se qualcuno, esterno al governo, ha provato a manipolare le scelte dell’esecutivo mi aspetto – e lo chiederò alla magistratura – la massima chiarezza“, ha dichiarato il leader politico dei Cinquestelle.

VirgilioNotizie | 23-07-2019 08:15

armando-siri Fonte foto: ANSA
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