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Nuovo lockdown in tutta Italia: perché il Governo non agisce

Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, ha spiegato i motivi per cui non è stata fatta una chiusura nazionale

Per il Governo sarebbe stato più facile “annunciare una nuova chiusura generalizzata” come fatto da altri Paesi, come la Francia e la Germania. Lo ha dichiarato Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, spiegando perché non è stato attuato un secondo lockdown. “Siamo in una situazione diversa rispetto a marzo, quando la chiusura totale preservò la Nazione. Ora possiamo gestire l’emergenza, proteggendo salute ed economia insieme, valutando per aree”, ha spiegato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Dobbiamo “adoperarci tutti insieme per scongiurare un secondo lockdown nazionale”, ha sottolineato il viceministro.

“Il coronavirus non è cambiato rispetto a prima. Oggi registriamo una diffusione prevalentemente in ambito familiare, ma negli ospedali arrivano anche persone che non avrebbero necessità di ricovero, e che magari sul territorio non trovano una risposta”, ha raccontato.

L’Italia “non naviga a vista. Siamo in piena emergenza, e l’unica strategia immediata è quella orientata al contenimento dell’epidemia”.

La ripresa economica, secondo quanto dichiarato dal viceministro della Salute potrebbe “partire proprio da chi il coronavirus l’ha già avuto e superato, ma saranno gli scienziati a dircelo”. Si tratta “di un numero di persone che nel giro di un trimestre potrebbe costituire una percentuale significativa di italiani. Nel mentre, cerchiamo di piegare la curva”.

Pierpaolo Sileri ha dichiarato al Corriere della Sera di non temere l’alto numero di contagi registrato ogni giorno dal bollettino Covid del ministero della Salute. “Il positivo non è necessariamente malato“.

Tuttavia si è detto “preoccupato per il numero di ricoveri, in particolare nelle terapie intensive” in alcune province. “Va rinforzato il servizio territoriale, ma solo gli idioti indicano colpevoli”.

In un momento così difficile per la popolazione, Pierpaolo Sileri non si è detto sorpreso per le proteste in piazza. “Le ritengo pienamente comprensibili e spesso giuste. A patto però che siano pacifiche“.

Il vaccino “sarà probabilmente la soluzione alla circolazione del virus”, a patto che sia “sicuro ed efficace”. Inoltre “dovremo aspettare che sia prodotto in larga scala e poi che tutti lo facciano. Passerà inevitabilmente molto tempo”. Comunque è plausibile “che già prima il coronavirus possa regredire per gli effetti dell’immunità di gregge“, ha concluso Pierpaolo Sileri intervistato dal Corriere della Sera.

VIRGILIO NOTIZIE | 02-11-2020 12:20

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