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Seconde case, le Regioni chiudono: dove si può andare e dove no

Le Regioni cominciano a chiudere i confini ai vacanzieri delle seconde case in vista di Pasqua

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

L’ordinanza della Sardegna è l’ultima in ordine di tempo, emanata per provare a respingere i vacanzieri delle seconde case. Prima avevano disposto il blocco anche la Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano. Provvedimenti che sollevano questioni di costituzionalità in quanto, come ricorda Repubblica, provocano limitazioni alla libertà personale, di prerogativa dello Stato.

L’Isola governata da Christian Solinas vuole salvaguardare il suo status esclusivo di zona bianca, che la rende ancora più ambita da coloro che hanno lì una seconda casa in vista delle vacanze pasquali. Il 3, 4 e 5 aprile infatti per tutta Italia sarà in vigore la zona rossa, come previsto dall’ultimo Decreto Covid, nel quale è però concessa la facoltà di raggiungere per Pasqua la propria abitazione in villeggiatura.

L’ordinanza firmata ieri dal presidente Solinas dispone la chiusura dei confini se non per motivi di lavoro, salute o urgenza per il timore di un ritorno in forze del coronavirus nella regione.

Così come la Sardegna anche Valle d’Aosta e Alto Adige hanno varato ordinanze restrittive per l’ingresso di proprietari, o in affitto di lungo termine, delle seconde case. Allo stesso modo, nonostante questo tipo di provvedimento potrebbe essere impugnato perché incostituzionale, anche altre regioni starebbero pensando a limitazioni simili come la Toscana, o la Campania che ha bloccato gli spostamenti verso la villeggiatura solo sul proprio territorio.

Il governatore della Valle d’Aosta Erik Lavevaz ha giustificato così la sua decisione: “Sarebbe incoerente imporre un ulteriore sacrificio a tante attività economiche su scala locale e lasciare ampia possibilità di circolare liberamente attraverso i confini regionali, visto il quadro sanitario dell’area intorno a noi.

“Questo provvedimento è un passaggio prudenziale obbligato – spiega Lavevaz – una misura temporanea, che chiede sacrifici sia ai valdostani sia a coloro che hanno scelto la Valle d’Aosta come luogo dove recarsi spesso. Speriamo di poter tornare presto a essere un luogo di incontro e di scoperta reciproca: è un risultato che possiamo raggiungere solo con uno sforzo collettivo e basato sul rispetto gli uni degli altri”.

Sulla stessa linea il collega della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher: “Sarebbe difficile spiegare ai nostri concittadini che non ci si può muovere all’interno del proprio comune, di avere chiusi bar, ristoranti e alberghi e poi dire che si fa comunque vacanza nelle seconde case. Il divieto non sarà assoluto: se ci si deve spostare nella seconda casa per motivi di lavoro, si potrà ma va comprovato, ma se si tratta di turismo, crediamo sia giusto sospendere fino a Pasqua inclusa” .

E se in Sicilia, secondo l’ordinanza di Nello Musumeci, lo sbarco è condizionato da un tampone molecolare negativo effettuato entro le 48 ore precedenti o da un test rapido nei punti aperti in porti e aeroporti o negli hub dove si effettuano anche le vaccinazioni, la Toscana aveva già in passato tentato di ostacolare l’arrivo da altre regioni dei proprietari di seconde case. Il governatore Eugenio Giani sta studiando in questo senso un’ordinanza che possa superare gli impedimenti della precedente bocciata dal Tar.

I sindaci di 16 Comuni della costa toscana che compongono la Società della Salute Valli etrusche, scrivono per questo una lettera-appello: “Non venite nelle seconde case: aiutateci a controllare la pandemia, nell’interesse di tutti. Turismo e accoglienza sono per noi fondamentali ma adesso non sono garantibili. Non si tratta di non essere ospitali: facciamo un appello al senso di responsabilità a tutela e salvaguardia della salute di tutti”.

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