,,

Sea Watch, parla Carola Rackete: la sua versione dopo l'arresto

Carola Rackete, la comandante della Sea Watch ora agli arresti domiciliari, ricostruisce la dinamica dello sbarco a Lampedusa

La comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete, agli arresti domiciliari dopo aver portato a termine senza autorizzazione l’operazione di sbarco a Lampedusa della nave con i migranti, non può rilasciare dichiarazioni ma, attraverso i suoi avvocati, ha chiarito i motivi del suo gesto.

Queste le sue parole riportate dal “Corriere della Sera”: “La situazione era disperata e il mio obiettivo era solo quello di portare a terra persone stremate e ridotte alla disperazione. Avevo paura. Da giorni facevamo i turni, anche di notte, per paura che qualcuno si potesse gettare in mare. E per loro, che non sanno nuotare, significa: suicidio. Temevo il peggio. C’erano stati atti di autolesionismo. Quando sono stata convocata per l’interrogatorio fuori della nave ho capito che non saremmo sbarcati. Ho rischiato la libertà. Lo sapevo. Mi chiedevano di riportarli in Libia ma, per la legge, sono persone che fuggono da un Paese in guerra e la legge vieta che io possa riportarle là”.

Sulla collisione con la motovedetta della Guardia di Finanza, Carola Rackete, che ha ricevuto critiche anche dal governo olandese, ha aggiunto: “Ho commesso un errore di avvicinamento alla banchina. Non volevo certo colpire la motovedetta della Guardia di Finanza, non era mia intenzione mettere in pericolo nessuno. Per questo, ho già chiesto scusa e lo rifaccio: sono molto addolorata che sia andata in questo modo. Mai nessuno deve pensare che io abbia voluto speronare la motovedetta della Finanza. Non mi ero accorta che la motovedetta fosse così vicina, ma io avevo comunicato al porto che stavo entrando. Ho chiamato più volte il porto, ma nessuno parlava inglese. Però ho comunicato che noi stavamo arrivando”.

VirgilioNotizie | 30-06-2019 08:10

Sea Watch, parla Carola Rackete: "Ecco cosa ho sbagliato" Fonte foto: Ansa
,,,,,,,