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Sea Watch, concluso l'interrogatorio a Carola Rackete

Il procuratore Patronaggio: "Non c'era uno stato di necessità" per forzare il blocco e entrare in porto

Carola Rackete, la comandante della nave Sea Watch 3, è stata interrogata ieri pomeriggio al Tribunale di Agrigento. Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, il colloquio si è concluso alle 18.30 e il gip scioglierà la riserva nella giornata di martedì.

Carola Rackete è stata arrestata per aver forzato il blocco imposto dalle autorità italiane, entrando con l’imponente imbarcazione con a bordo 42 migranti nel porto di Lampedusa. Nel farlo, ha urtato una motovedetta della Guardia di Finanza, sfiorando la tragedia. La comandante è ora agli arresti domiciliari presso un’abitazione privata ad Agrigento.

Nell’incontro con i giudici, la donna ha fatto luce sulla non intenzionalità dello scontro con la barca, giustificandolo come un mero incidente: “Non volevo colpire la motovedetta della Guardia di Finanza, credevo che si spostasse e me la sono trovata davanti. Non era mia intenzione colpirli”.

Stando a quanto riporta l’Ansa, il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha dichiarato che l’ingresso al porto “non è stata un’azione necessitata. Non c’era uno stato di necessità poiché la Sea Watch attraccata alla fonda aveva ricevuto, nei giorni precedenti, assistenza medica ed era in continuo contatto con le autorità militari per ogni tipo di assistenza, per cui, per il divieto imposto dalla Guardia di finanza di attraccare, non si versava in stato di necessità”.

I pm Salvatore Vella e Giulia Andreoli hanno richiesto soltanto il divieto di vivere nella provincia di Agrigento, per l’indagata. Intanto, il procuratore Patronaggio e il pm Vella hanno raccontato la loro versione sull’interrogatorio: “Il giudizio riguarderà sulla qualificazione giuridica dei fatti, se cioè l’indagata ha agito in condizioni di necessità e se la vedetta della Gdf è da considerare, come noi riteniamo, una nave da guerra”. Hanno inoltre evidenziato che l’indagata si è mostrata precisa e collaborativa, come riporta Il Corriere.

Nel frattempo, arriva puntuale il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini, secondo quanto riferito dall’Ansa: “Dalla giustizia mi aspetto pene severe per chi ha attentato alla vita di militari italiani e ha ignorato ripetutamente le nostre leggi. Dagli altri Paesi europei, Germania e Francia in primis, mi aspetto silenzio e rispetto. In ogni caso, siamo comunque pronti ad espellere la ricca fuorilegge tedesca”.

VirgilioNotizie | 01-07-2019 19:47

carola-salvini Fonte foto: ANSA
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