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Scuola, certificato post malattia: le regole regione per regione

In caso di assenza da scuola per malattia non legata al coronavirus, cosa deve fare uno studente per tornare in aula? Le regole regione per regione

Dopo la riapertura delle scuole in Italia, una delle domande più ricorrenti tra i genitori riguarda il certificato post malattia dei loro figli: se uno studente si assenta da scuola per malattia, ma non per il coronavirus, cosa deve fare per rientrare in classe? Il ‘Corriere della Sera’ ha provato a far chiarezza sul tema, riepilogando le diverse regole in vigore nelle regioni d’Italia.

Il vecchio certificato dopo 5 giorni di assenza era stato abolito negli ultimi anni in quasi metà delle regioni d’Italia, ma poi è stato reintrodotto per decreto in tutto il Paese durante la fase più critica dell’emergenza Covid-19 a marzo. Ora ogni regione applica regole differenti.

In Liguria, Veneto e Piemonte, secondo le linee guida diffuse, basta un’autocertificazione dei genitori, che però presuppone il via libera del pediatra.

Se la scuola dovesse sospettare sintomi Covid, però, in assenza di tampone i dirigenti scolastici potrebbero sentirsi in diritto di rifiutare la riammissione dello studente in aula.

In Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Trentino Alto Adige e Umbria, invece, è accettato il rientro senza certificato e senza autodichiarazione, in virtù di “quella fiducia reciproca alla base del patto di corresponsabilità fra comunità educante e famiglia”.

Nelle altre regioni d’Italia è ancora in vigore il vecchio certificato dopo 5 giorni di assenza.

Nel Lazio era stato abolito ma è stato ripristinato a scopo precauzionale.

In Sicilia l’obbligo del certificato scatta a partire dal decimo giorno.

VIRGILIO NOTIZIE | 17-09-2020 07:34

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