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Scoperti 6 vulcani sottomarini al largo della Sicilia

Si trovano a 20 km dalle coste: la scoperta dimostra come i fondali marini ed oceanici siano ancora per la maggior parte sconosciuti

Una scoperta incredibile quella effettuata dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, a pochi km dalle coste della Sicilia sud-occidentale: ricostruendo in dettaglio la morfologia del fondo marino, hanno scoperto per la prima volta la presenza di sei vulcani, tutti localizzati entro 22 km dalle coste siciliane. Uno in particolare si trova a soli 7 km da Capo Granitola.

La scoperta è avvenuta nel corso di due campagne geofisiche, condotte a bordo della nave da ricerca OGS Explora: i vulcani si trovano a profondità tra 180 e 80 metri e il loro diametro varia da circa 400 a 1200 metri. “Il vulcano più vicino alle coste (chiamato Actea) -ha spiegato il ricercatore Emanuele Lodolo– mostra una morfologia complessa e lungo il suo fianco occidentale presenta un importante flusso lavico che si estende per oltre 4 chilometri”.

Nessuno di questi vulcani era stato riportato in precedenza nelle carte nautiche utilizzate comunemente, nè in altro tipo di mappe: questo dimostra, ha spiegato il ricercatore OGS Dario Civile, che ci sono ampie aree sommerse vicino al litorale che non sono state ancora conosciute e studiate.

“L’Italia, con i suoi oltre 8000 chilometri di coste, più di altri Paesi si dimostra vulnerabile per effetto della sua complessità geologica e geomorfologica, e ha bisogno di un piano adeguato di mappatura e di monitoraggio dei fondali marini -si legge nel comunicato di OGS- Oggi le tecnologie consentono di acquisire e produrre mappe batimetriche di grande dettaglio, con risoluzioni impensabili sino a pochi decenni fa: si tratta di mettere in campo adeguati investimenti e programmi di mappatura e tutela delle aree costiere, che hanno importanti ricadute su un ampio spettro di attività quali la navigazione, la pesca, la gestione delle infrastrutture costiere e portuali, la difesa delle coste dagli effetti spesso devastanti di fenomeni estremi generati dai cambiamenti climatici

Anche perchè, concludono i ricercatori, i fondali marini sono ancora largamente sconosciuti: ” abbiamo infatti più informazioni sulla superficie di Marte e Venere rispetto a ciò che si nasconde sotto ai nostri mari. E ciò vale anche per i mari e gli oceani che coprono i 2/3 della superficie del pianeta Terra”.

VIRGILIO NOTIZIE | 01-08-2019 16:05

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