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Ue, vaccino AstraZeneca e under 65: tutti i nodi da sciogliere

Continuano le tensioni tra Ue e AstraZeneca, tra minacce, attese e ritardi. Ecco cosa resta da chiarire

Continuano le tensioni tra Ue e AstraZeneca, dopo il taglio di fornitura dei vaccini arrivato a sorpresa la settimana scorsa e che ha sollecitato una serie di reazioni a catena e di botta e risposta. L’ultima mossa dell’Ue consiste nel ricorrere a un blocco dell’export sulla base dell’articolo 122 del Trattato, che giustificherebbe “interventi urgenti” – come appunto il lo stop all’export – per assicurare una fornitura efficiente dei vaccini alla popolazione europea.

Cosa significa il blocco dell’export per AstraZeneca

Una mossa che non ha trovato il favore del microbiologo Andrea Crisanti, che ha definito “pericolosa”, e che porterebbe i rapporti tra AstraZeneca e Ue ai ferri corti.

Il blocco dell’export andrebbe a colpire soprattutto il Regno Unito che si vedrebbe tagliati milioni di dosi, come segnalano i media britannici come il The Guardian. Un provvedimento che in futuro potrebbe danneggiare quei Paesi che non hanno i mezzi per produrre un vaccino proprio, creando un precedente anche per i vaccini di Moderna o Pfizer, come ha osservato Crisanti.

Nei giorni scorsi, il ceo di AstraZeneca Pascal Soriot ha fatto sapere che nel contratto con l’Ue era specificato che l’azienda farmaceutica avrebbe fatto “il possibile” per garantire un’adeguata coperture all’Europa, ma senza alcun obbligo e comunque dando la precedenza al Regno Unito.

Vaccino AstraZeneca solo agli under 65? Cosa sappiamo

Nel frattempo è atteso per oggi il via libera dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e di conseguenza anche quello dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dovrebbe arrivare conseguentemente. Ma con riserva: stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, l’Aifa potrebbe accordare l’utilizzo del vaccino di AstraZeneca soltanto per gli under 65, in quanto al di sopra di questa fascia d’età potrebbe non essere efficace, come hanno segnalato le autorità tedesche.

Il motivo sarebbe legato a una “insufficienza di dati a disposizione riguardo all’efficacia nei confronti di persone più anziane”.

Un’eventualità su cui, al Corriere della Sera, si è espressa con cautela Patrizia Popoli, presidente della commissione tecnico scientifica dell’italiana Aifa: “Il numero di anziani che hanno partecipato allo studio in effetti è particolarmente basso, ma questo non significa che il preparato dell’azienda britannica non funzioni in questa fascia di popolazione e che i risultati di efficacia non siano sovrapponibili a quelli sui più giovani”.

VirgilioNotizie | 29-01-2021 11:20

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