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Scontro sulla strage di Bucha, Toni Capuozzo attacca Di Maio: "Il suo italiano è stentato". Cosa è successo

Toni Capuozzo è tornato a esprimere i suoi dubbi sulle immagini da Bucha e ha risposto a Di Maio, attaccando il ministro e criticando il suo italiano

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Toni Capuozzo, da giorni, è al centro del dibattito sulla copertura mediatica della guerra tra Ucraina e Russia. Secondo lui la narrazione giornalistica pende a favore del Paese invaso: ha messo in dubbio alcune immagini provenienti dal fronte e per questo motivo è stato attaccato. Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “Chi nega Bucha alimenta la propaganda russa che provoca morte”. Toni Capuozzo gli ha risposto su Facebook: “Nel suo italiano stentato il ministro degli Esteri vuole essere definitivo. Avrei qualche domanda per lui, come per Giletti, per la veterinaria di Open e tanti altri”.

Cosa ha detto Di Maio sulle immagini arrivate da Bucha

Martedì 12 aprile, durante la trasmissione ‘Stasera Italia’, è intervenuto Luigi Di Maio, ministro degli Esteri.

L’esponente del M5S ha dichiarato in diretta tv che “chi sta facendo negazionismo sta alimentando la propaganda russa, che a sua volta alimenta la guerra e quindi morte e orrore. Ed è vergognoso pensare ancora che tutti quei morti siano solo propaganda o effetti speciali”. Quindi una frase diversa da quella riportata da Capuozzo, ossia: “Chi nega Bucha alimenta la propaganda russa che provoca morte“.

Capuozzo risponde a Di Maio: “Il suo italiano è stentato”

Nel suo lungo post, intitolato ‘La via del Melo‘, Toni Capuozzo sottolinea che “non c’è dubbio alcuno che i russi abbiano commesso crimini durante l’occupazione di Bucha. A testimoniarlo ci sono le fosse comuni scavate dietro alla chiesa”.

Le perplessità dello storico inviato di guerra “riguardano i morti che dal 3 aprile vengono ritrovati per strada, in quella ormai tristemente famosa via Jablonskaja, la via del Melo”.

Capuozzo aggiunge che il suo dubbio è che quei cadaveri “non appartenessero all’orrendo capitolo precedente (i russi se n’erano andati il 30 marzo) ma fossero il risultato di un’operazione di un corpo speciale della polizia ucraina (ho riportato l’articolo della stampa ucraina che annunciava la caccia a Bucha di sabotatori e collaborazionisti). Oppure che fossero vittime dei russi recuperati dalle cantine e dai cortili e disposte sulla strada a beneficio delle televisioni. Come ricorderete, a smentire questa ipotesi apparvero subito foto da satellitari e da droni che retrodatavano la presenza di quegli stessi corpi almeno al 19 marzo”.

Poi Capuozzo pone una serie di domande, per concludere dicendo di non essere né filo-Putin né filo-russo.

toni capuozzo

Si è poi scagliato contro Di Maio (“Nel suo italiano stentato il ministro degli Esteri vuole essere definitivo), ma anche contro Giletti e Open (“Avrei qualche domanda per lui, come per Giletti, per la veterinaria di Open e tanti altri”). Ma non solo.

L’attacco di Severgnini e la risposta di Capuozzo

Capuozzo, in un secondo post, ha poi risposto a Beppe Severgnini, collega del Corriere della Sera, che aveva scritto: “Mettere in dubbio il massacro di Bucha – come ha fatto Toni Capuozzo in altre sedi – è profondamente sbagliato: ci sono centinaia di giornalisti sul posto, e tutte – sottolineo tutte – le grandi testate internazionali hanno confermato le esecuzioni e le fosse comuni. Certo, bisogna ragionare su tutto: ma questi interventi, mentre le truppe russe avanzano e le stragi aumentano, mostrano un errore grave di prospettiva”.

Pronta la risposta di Capuozzo: “Non so quale sia la prospettiva di Beppe Severgnini (che comunque si guarda bene dal rispondere alle mie domande). Però posso intuirlo dalla domanda retorica (quelle cui non puoi rispondere NO) che il suo Corriere della Sera, dopo aver raccontato l’eroica resistenza di Azov a Mariupol, pone ai lettori: basteranno le armi?”.

capuozzo-di-maio Fonte foto: ANSA
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