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Scissione Pd, Renzi lascia: le reazioni

Le reazioni all'annuncio di Matteo Renzi di lasciare il Pd

La decisione di Matteo Renzi di lasciare il Pd e dare vita a un nuovo soggetto politico chiamato “Italia Viva” e nuovi gruppi parlamentari ha suscitato le reazioni del mondo della politica, dal segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, che l’ha definita “un errore”, al neo ministro Dario Franceschini, per il quale è un “big problem”.

“Renzi? Oggi è un grosso problema“, queste le parole di Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali e capodelegazione del Pd nel governo, che ha risposto alla sua omologa tedesca Michelle Müntefering. Lo scambio di battute in inglese, come riporta Ansa, è stato intercettato dai giornalisti alla Triennale di Milano. “What’s Renzi doing now?” ha chiesto la ministra tedesca a Franceschini, il quale ha risposto: “Today it’s a big problem”.

Il ministro dei Beni Culturali ha commentato anche su Twitter la decisione di Renzi: “Nel 1921-22 il fascismo cresceva sempre più. Popolari, socialisti e liberali avevano la maggioranza in Parlamento, fecero nascere i governi Bonomi, Facta1, Facta2. La litigiosità e le divisioni li resero deboli sino a farli cadere facendo trionfare Mussolini. La storia dovrebbe insegnare“.

Il commissario Ue Paolo Gentiloni ha commentato su Twitter: “Per me il Pd non è un episodio. È il progetto di una vita. Ci ho lavorato con Veltroni e Renzi, sono stato in minoranza con Bersani. Oggi è uno dei partiti progressisti europei più forti e aperti al futuro. In tempi così difficili, teniamocelo stretto. E guardiamo avanti”.

Per Luigi Di Maio, “nessuna sorpresa”. Come ha spiegato all’Ansa il leader del M5s, “Di certo per noi non rappresenta un problema, anche perché le dinamiche di partito non ci sono mai interessate. Lavoriamo per gli italiani, solo a loro dobbiamo dare risposte”.

Enrico Letta, su Twitter, ha scritto: “Ho letto in treno, quindi con più attenzione e senza distrazioni, l’intervista di Matteo Renzi a Repubblica. Cercavo soprattutto le ragioni, quelle profonde e politiche, della scissione dal Pd. Non le ho trovate”.

Nicola Zingaretti ha affidato il suo commento a Twitter: “Ci dispiace. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo PD”.

“Dividersi è un gravissimo errore che l’Italia non capirebbe. Poi chiunque si prenderà le sue responsabilità”, aveva detto il segretario dem alla festa dell’Unità di Torino ieri sera, quando era circolata la notizia della telefonata di Renzi al premier Conte. “Mi auguro che non ci sia perché un Pd unito serve alla democrazia italiana e alla stabilità del governo”, aveva spiegato Zingaretti.

“Considero un errore la scelta di Renzi”, ha spiegato il presidente dei deputati del Pd Graziano Delrio come riporta Adnkronos. “Il Pd è la nostra casa ed è il progetto più solido in campo per servire il paese. Le divisioni non hanno mai portato al rafforzamento del centrosinistra”.

Sulla stessa linea l’ex segretario reggente Maurizio Martina: “Uscire dal Pd è un grave errore. Non ho mai visto il centrosinistra rafforzarsi con le divisioni. E poi, adesso che siamo al governo, le nuove responsabilità verso il Paese richiedono più unità, non meno”. “Le motivazioni sentite fin qui sono fragili e per tanti davvero incomprensibili. Non sono argomentazioni convincenti. Ci troviamo tutti di fronte a una sfida superiore, quella di dimostrare che siamo in grado di caricarci insieme di nuove responsabilità”, ha aggiunto Martina.

“Non ho condiviso questa decisione e non ne capisco le ragioni. La scissione è sempre un errore, lo dimostra la storia. Rispetto però le scelte, anche dolorose di tanti che ora lasciano il partito”, ha detto Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali.

Questo il tweet del sindaco di Pesaro Matteo Ricci: “Un errore enorme la scissione di Renzi. Non credo nei partiti personali e le divisioni portano sempre male. I sindaci popolari aggregano, non dividono. Per questo credo rimarremo tutti nel Pd che, a maggior ragione, vogliamo riformista e maggioritario”.

Il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani ha escluso che possano esserci fuoriuscite dal partito verso i nuovi gruppi parlamentari di Renzi. “Non credo che Renzi possa essere un punto di riferimento per l’elettorato di Forza Italia. Andare a fare il centro del centro-sinistra non ci interessa“, ha detto a margine della sessione plenaria del parlamento europeo a Strasburgo.

Arriva anche il commento del fondatore del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo, che in un post sul blog ha scritto: “Di solito, prima di fare qualcosa di importante si è presi dai dubbi, si valutano i pro e i contro, si possono vivere anche giorni di tormento interiore, poi ci si esaspera e si fa una mi***ata d’impulso! I Mattei sono passati entrambi alla mi***ata d’impulso, il paese è instabile e pieno di rancori, non è il momento di dare seguito a dei narcisismi”.

VIRGILIO NOTIZIE | 17-09-2019 11:10

Scissione nel Pd, chi seguirà Renzi e chi no Fonte foto: Ansa
Scissione nel Pd, chi seguirà Renzi e chi no
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