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Schio, no alle pietre d'inciampo: è polemica. Interviene Zaia

A Schio bocciata una mozione per installare pietre d'inciampo in ricordo dei cittadini deportati nei lager nazisti

È diventato un caso la bocciatura del Consiglio comunale di Schio (Vicenza) della mozione presentata dal Pd per installare le pietre d’inciampo in ricordo dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. La mozione, che voleva ricordare le 14 vittime subite dalla città, è stata respinta dalla maggioranza di centrodestra.

Il motivo è stato spiegato da uno dei consiglieri di maggioranza, Alberto Bertoldo, al ‘Giornale di Vicenza’: “Iniziative che rischiano di portare di nuovo odio e divisioni a Schio. Occupiamoci di Schio e degli scledensi e lasciamo che le vittime riposino in pace”.

“Come possiamo pensare di ricordare solamente qualcuno, a discapito di altri? Non è forse questa un’altra forma di discriminazione? Temo che questa iniziativa venga strumentalizzata”, ha dichiarato un altro consigliere, Renzo Sella.

Il fatto ha suscitato polemiche e le dure reazioni di ANPI e ANED, l’associazione degli ex deportati nei campi nazisti, che hanno parlato di “vergognosa decisione”.

“Ditemi che non è vero. Cose da non credere. Il Comune di Schio dice no alle pietre d’inciampo perché ‘divisive'”, ha commentato su Facebook il deputato del Pd Emanuele Fiano.

Il sindaco di Schio, Valter Orsi, si è difeso su Facebook, ricordando che “A Schio si onorano tutte le vittime degli odi e delle violenze, senza discriminazioni, tra l’altro una lapide marmorea che ricorda i deportati scledensi è affissa a bella vista proprio nel frontespizio dell’edificio di via Marconi fronte salesiani”.

“Ritengo inaccettabile che venga strumentalizzato un tema così delicato come l’olocausto che è a tutti gli effetti una pagina di vergogna del genere umano”, ha aggiunto Orsi.

Pietre d’inciampo, le parole di Luca Zaia

Sul caso è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che all’Ansa ha dichiarato: “Ho sentito oggi il Presidente della Comunità Ebraica di Venezia Paolo Gnignati, al quale ho espresso solidarietà e la disponibilità della Regione, offrendo gli immobili regionali e gli spazi attigui per l’apposizione di pietre d’inciampo laddove vi siano opportuni motivi e riferimenti storici”.

“È imbarazzante anche solo sapere che si debba andare a un voto per decidere se mettere o no il ricordo di un deportato o di una vittima della Shoah – prosegue Zaia – e trovo assolutamente ingiustificata la posizione assunta a Schio”.

“In generale – aggiunge il governatore – la preoccupazione di oggi è il negazionismo strisciante che corre in rete e non solo, con qualche idiota che si ostina a negare l’Olocausto, che è da condannare senza indugi, così come senza indugi si deve dire sì alle pietre d’inciampo”.

“Anzi è assurdo che per apporre un quadratino di 10 centimetri con il nome di una vittima dell’olocausto si debba arrivare a una autorizzazione formale. Deve essere automatico. Chi la desidera la mette. Punto e basta”, ha detto il leghista.

“Nella storia ci sono, è vero, anche altri perseguitati – conclude Zaia – e vanno ricordati allo stesso modo. Ma questo non è l’oggetto del contendere di oggi. Semmai deve essere chiaro che di fronte a ogni deportazione, sofferenza e morte non può esserci un distinguo politico. Bisogna solo essere uniti”.

VIRGILIO NOTIZIE | 28-11-2019 12:50

inciampo Fonte foto: Ansa
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