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Scampia, treccine blu a scuola: è polemica. Parla la preside

La preside difende la sua decisione di escludere il 13enne dalle lezioni: "Sono oggetto di linciaggio sui social, ma non mollo"

“Nonostante io sia oggetto di linciaggio sui social network, non mollo”. Queste le parole di Rosalba Rotondo, dirigente dell’istituto Alpi-Levi di Scampia, finita al centro delle polemiche dopo la decisione di escludere dalle lezioni un suo alunno 13enne ritornato dalle vacanze con in testa delle treccine blu.

“Il ragazzo e sua madre sono stati convocati domani a scuola. Finché non toglierà le treccine, non entrerà in classe per rispetto a chi ha firmato il “patto di corresponsabilità”. Sarebbe proprio questo patto, spiega la preside in un’intervista a Repubblica, la ragione dietro la sua scelta e afferma che scriverà al ministro dell’istruzione per spiegare il suo gesto e dimostrare che “dietro ogni regola c’è un valore formativo”.

Il ragazzo dovrebbe tornare a lezione, ma non andrà in classe con i suoi compagni: “Farà lezione in laboratorio, prove di musica con l’orchestra, palestra con gli altri. Non lo escludiamo ma non tornerò indietro“.

Rotondo poi afferma di aver già preso accordi con il ragazzo e i suoi genitori: “Mi ha subito promesso che avrebbe tolto le treccine ma la madre ha aggiunto che ci vorrà del tempo, non si possono asportare immediatamente. Non importa, aspetteremo“. Nel frattempo, a causa delle polemiche scoppiate sui social, la dirigente ha deciso di convocare il consiglio di istituto, l’assemblea di classe e un incontro con i genitori.

“Trovo gravissimo che tante associazioni si scaglino contro di me con post sui social apostrofandomi come razzista – dice la preside – si facessero vedere in faccia, venissero a dare una mano a scuola e ai ragazzi bisognosi di attenzioni e cura”. E aggiunge: “Ma io, nel frattempo, mi rivolgerò all’autorità garante per i minori. Denuncerò tutto questo vergognoso speculare sulla sorte di questo allievo a cui io voglio dare un futuro diverso dal background familiare”.

Escluso da scuola perché porta le treccine blu: il caso

Il primo giorno di scuola, il ragazzo si è presentato in assemblea con le treccine blu in testa. Più tardi, mentre i suoi compagni entravano in classe, lui è stato lasciato fuori dall’aula. La madre ha poi raccontato a Repubblica che la preside l’ha contattata personalmente: “Mi ha dato dell’ignorante. Mi sono sentita offesa, sono andata a confrontarmi con lei ma ha chiamato la polizia, dicendo che la volevo aggredire”. La donna ha poi dichiarato: “Mio figlio esprime la sua personalità, è stato discriminato“.

“Noi non discriminiamo nessuno”, ha replicato la preside. “Ma educhiamo anche alla serietà. La scuola, come la intendo io, è sacra: possono vestirsi come vogliono ma solo se maggiorenni”.

VIRGILIO NOTIZIE | 15-09-2019 17:30

treccine-blu Fonte foto: ANSA
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